di Daniela CoinConsulente per il Benessere Naturale Olistico

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Stare bene è l’obiettivo che accomuna tutti gli esseri viventi e questo desiderio di essere felici e sereni va curato ed approfondito. Per comprendere meglio cosa significhi “stare bene” dobbiamo distinguere lo stare bene, dall’estasi.

Estasi, dal greco “ek-stasis” dove ek/ex=fuori e stasis=stare, ovvero stare fuori di sé. Esaltazione dello spirito che si affissa in un oggetto fuori di sé.

Questo stare fuori di sé è quello che la maggior parte delle persone identifica con il termine “essere felici” ed è quella sensazione di cui diventano dipendenti e continuano a ricercare a lungo e, spesso, con ogni mezzo.

Le maggiori rappresentazioni terrene di tale estasi vengono offerte dall’amore, dal sesso/orgasmo e dalle droghe. La sensazione che queste ci regalano è quella che, presumibilmente, si avvicina di più a quel senso di gioia che è possibile sperimentare attraverso l’apertura del cuore e l’illuminazione (o satori che dir si voglia). Tale stato di coscienza alterata è una particella infinitesimale di quel che probabilmente è lo stato naturale dell’anima in comunione col divino ed è per questo motivo che è uno status che rincorriamo per tutta la vita.

Cercare di stare bene e di essere felici non è uno stimolo errato che va soppresso. E’ però indispensabile capire quanto questo stato di estasi ottenuto per mezzo di eventi esterni sia realmente quello che andiamo cercando. Ciò che accade, infatti, è che se ne diventa dipendenti. Si arriva cioè a credere (per associazione mentale inconscia, ovvero da non-presenti) che la gioia si trovi in quegli accadimenti che finiamo per ricercare a volte perfino con affanno. Il punto è che quegli stati non hanno nulla a che vedere con la stabilità e la serenità che noi cerchiamo.

Basta ascoltarci un attimo, sentire cosa proviamo realmente al nostro interno, per capire che la ricerca di quegli stati e la successiva (inevitabile) perdita degli stessi, sono eventi che ci causano più sofferenza che piacere. La colpa però non è da attribuire a quei gesti che andiamo a compiere (innamorarci, fare sesso e drogarci) ma al nostro stato interiore che delega un enorme potere, e un’enorme aspettativa, a queste attività che riescono a portarci in quello stato magico che noi poi ricerchiamo senza sosta per tutta la nostra esistenza fisica.

Insieme alla ricerca di affetto, di protezione e di sicurezza, la ricerca della felicità, della gioia e dello star bene è la principale attività. La prima, infatti, è strettamente collegata alla seconda. Per stare bene ed essere sufficientemente sereni da concederci di essere felici, noi cerchiamo prima di eliminare le preoccupazioni che ci rendono insicuri. Una volta fatto ciò, ci dedichiamo alla ricerca del piacere nelle modalità precedentemente descritte. Con alcune piccole varianti soggettive, possiamo dire che l’essere umano non faccia altro tutto il giorno se non ostentare questo perpetuo saltellare da un girone dell’inferno ad uno più o meno peggiore del precedente fingendo, appena sente meno caldo, di trovarsi in paradiso.

Ma la ricerca reca in sé un’implicita aspettativa, data da una mancanza. E lo stato di aspettativa causa ansia e timori. Ed il mancato ottenimento di ciò che desideriamo (di quello a cui deleghiamo il merito di farci stare bene) ci causa tristezza e sofferenza. E l’ottenere ciò che ci fa stare momentaneamente bene (giusto per qualche secondo) ci causa immediato terrore in quanto il timore di perdere la fonte del nostro piacere ci porta a vivere nella paura che quella cosa svanisca. E svanirà di certo. E noi lo sappiamo. Per questo le curve estatiche (positive, verso l’alto) sono sempre seguite dalle equivalenti curve disperate (negative, verso il basso). Quanto più in alto ci saremo spinti, tanto più in basso cadremo. E’ una legge, in quanto l’Universo tende a stare in equilibrio. E quel tipo di piacere dato dal rapimento dei sensi è uno squilibrio in quanto si crea per mezzo di una fuga dalla realtà. Viene edificato su delle illusioni mentali.

L’errore sta proprio nel modo di concepire la realtà, le persone, gli eventi ma, in primis, nel non comprendere chi siamo e cosa desideriamo davvero quando ci muoviamo a caso nello spazio e nel tempo nell’affannoso e disperato tentativo di provare un po’ di sollievo, sperando che prima o poi accada qualcosa di magico e miracoloso che ci salvi per sempre da questo perpetuo peregrinare della mente da una falsa speranza ad un’altra.

Credere che lo status normale dell’uomo sia questa condizione disagiata di mancanza e che l’unico modo per stare meglio sia rincorrere cose, persone, oggetti, posizioni e idee che ci cavino fuori almeno un pochetto da questo schifo, è la prima ed unica malattia dell’essere umano, da cui procedono poi tutte le altre, sia fisiche che mentali.

Il corso “Imparare a stare bene” [09 Novembre ’14 a Mestre VENEZIA] è molto utile per conoscere e comprendere gli errori che si fanno nell’interpretare ciò che viviamo ogni giorno e per rivedere e cambiare il tipo di approccio nei confronti di tutti questi tentativi di stare meglio che quotidianamente mettiamo in atto. Il che non significa cessare la ricerca del benessere, tutt’altro. Lo scopo permane ugualmente quello di stare bene, tuttavia ciò che va compreso bene è che l’approccio che noi usiamo nei confronti di questi dèi a cui deleghiamo la nostra felicità ci fa male, e non bene. Quindi va nel verso opposto rispetto a quelle che sono le nostre intenzioni con i risultati che ogni giorno possiamo riscontrare.

Purtroppo la via per smettere di farci del male necessita di uno sforzo, di una nostra volontà di smettere di compiere gesti che ci causano sofferenza. Durante questo corso vedremo, in tutti i vari aspetti che regolano la nostra gioia, quali sono gli atteggiamenti dannosi che ci portano a stare male e quali, invece, sono le prospettive migliori per farci finalmente del bene.

Info e prenotazioni: info@cureolistiche.it

 

09 Novembre 2014, Mestre Venezia:

“IMPARARE A STARE BENE”

Link Evento su Facebook

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PROGRAMMA del CORSO:

h. 10:00 IL BENESSERE DEL CORPO

Salute e Malattia:

– Il perché delle malattie e come guarirle

– Alimentazione naturale, etica, energetica e dimagrante

– Avere cura del proprio corpo

h. 15:00 IL BENESSERE DELLA MENTE

Il rapporto con se stessi e con gli altri:

– Perché soffriamo?

– Quali sono gli atteggiamenti dannosi che compiamo e che ci causano sofferenza?

– Cosa fare per stare bene