di Daniela Coin, consulente relazionale www.verouomo.it

dontcry

 

Soffrire per amore sembra essere qualcosa di inevitabile. A tutti, almeno una volta nella vita, dev’essere capitato. Tanto o poco, spesso o raramente, innamorarsi e rimanere delusi è un passaggio di cui tutti facciamo esperienza, che ci piaccia o meno.

Usualmente questa cosa non piace, se la analizziamo con un approccio superficiale. Di fatto, invece, la psicologia potrebbe comprovare che la ricerca della sofferenza è talvolta insita nell’essere umano (Sigmund Freud 1905, “Tre saggi sulla teoria sessuale”).

Vero Uomo: l'Uomo che le Donne Desiderano
Sicurezza, Amore, Sesso, Relazioni: comprendi, conquista e ama le donne

Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

€ 24

CHE COSA CI CONDUCE ALLE PENE D’AMORE?

I passaggi logico-inconsci che portano al mal d’amore (ma, più in genere, anche ad altri diversi tipi di sofferenze legate al possesso) sono i seguenti:

“Io sono innamorato di questa persona” >> “Questa persona fa (o non fa) qualcosa che io non farei (o che io farei) se fossi al suo posto” >> “Questa mancanza mi danneggia perché mi fa sentire poco amato / poco considerato / maltrattato / trascurato” >> “In altre parole, questa persona non mi sta dando quello che io pretendo che lei mi dia” >> “Io ho delle aspettative (giustificate dalla società, dal buonsenso, dal tutti fanno così..) verso questa persona” >> “Quindi esigo che questa persona realizzi le mie aspettative, perché è giusto così!” >> “Questa persona non fa quello che io voglio che faccia!” >> “La persona in questione sta sbagliando e dovrebbe essere diversa!“.

Fino a qui il problema rimane solo mio, la sofferenza è già presente ma non si estende all’esterno, quindi la questione sarebbe presumibilmente gestibile attraverso un percorso specifico e mirato di crescita personale. Il fatto è che noi non ci fermiamo qui. Quindi proseguiamo: “Io soffro e la colpa non è mia, è di certo sua perché sta avendo una mancanza” >> “Se questa persona non è in grado di comportarsi in modo giusto, allora io la devo correggere!” >> “Devo assumere il controllo per migliorare la situazione, quindi devo fargli capire che ha sbagliato e che deve comportarsi diversamente!”

A questo punto si attivano tutta una serie di meccanismi davvero molto dannosi che portano ad inevitabili malesseri di coppia, liti, divisioni e sofferenza infinita per ambedue.

PRETESA = ODIO = SOFFERENZA

Tutto parte dall’odio che nasce nel momento in cui le cose non sono come vorremmo che fossero. L’inghippo è qui. Avere la pretesa che le altre persone realizzino quello che noi pretendiamo. Non uso volutamente il termine “desiderare” perché, se si trattasse di un desiderio puro, non esisterebbe pretesa.

E’ sempre e solo la pretesa a generare odio e sofferenza. Desiderare una persona, o desiderare una situazione, o desiderare che quella persona si comporti un un determinato modo, di per sé non creerebbe alcun problema. Dal sano desiderio non nasce alcuna pretesa e nessuna manifestazione d’odio.

NB: esiste una categoria di persone che ritiene la pretesa del partner un qualcosa di positivo. Tante persone vedono un sentimento d’amore nelle manifestazioni di gelosia, nell’oppressione e in molti altri atteggiamenti generati dalla pretesa. Scambiano i rimproveri malsani per interessamento sano. In realtà essi non sono al corrente che la persona che manifesta pretese, di fatto, vive nella paura di perdere quello che sta ricevendo all’interno di quella storia d’amore. Qualcuno si trova bene quando viene coinvolto in questi rapporti di DIPENDENZA RECIPROCA, ma in questo articolo voglio analizzare solo comportamenti sani e potenzianti; non mi metterò mai a giustificare le persone che, prese dalla disperazione, si sistemano incastrando i propri bisogni con quelli del primo disperato che trovano.

Con Te e Senza di Te
Una nuova visione delle relazioni umane.
«L’amore non è un bisogno, ma un traboccare… L’amore è un lusso. E abbondanza. Significa possedere cosi tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi. Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza.»
€ 11.00

COSA PERCEPISCE IL PARTNER DA CUI NOI PRETENDIAMO QUALCOSA?

In realtà molto spesso non serve giungere a manifestazioni evidenti o estreme per far sì che il partner o la persona che amiamo capisca che c’è qualcosa che non va e prenda le distanze.

Il più delle volte sono sufficienti dei vaghi fastidi, anche non evidentemente esternati, per creare un disagio emotivo al partner. A livello di sensazioni e di micro atteggiamenti, alcuni piccolissimi gesti nervosi, alterazioni nel tono della voce e micro espressioni facciali possono già comunicare il fastidio che stiamo provando e creare nel partner un allarme.

Se poi il fastidio viene anche esternato, ad esempio attraverso piccole frecciatine o spiacevoli rimproveri, per finire con vere e proprie aggressioni verbali (e non!), allora la reazione negativa dell’accusato sarà sempre più probabile.

Alcuni esempi di rimproveri soft: LEI

“Avevi detto che mi avresti portata a ballare invece ti sei messo a guardare la partita!”; “Non mi ascolti mai quando parlo!”; “Non mi ami!”; “Lascia stare, mi arrangio!”; “Se mi ami devi… (ecc)”; “Te ne frega solo del tuo lavoro!”; “Non mi dici mai che mi ami!”; “Torni sempre tardi!”; “Ti sei dimenticato!”; “Chi è quella che ti ha scritto?” ecc. ecc.

Alcuni esempi di rimproveri soft: LUI

“Parli troppo!”; “Ti preoccupi eccessivamente!”; “Da quanto non facciamo l’amore?”; “Lo so che sei ancora innamorata del tuo ex!”; “Sei troppo asfissiante!”; “Con chi ti stavi scrivendo?”; “La cena non era buona!”; “Non vuoi mai fare sesso!”; “Lasciami guardare la tv in santa pace!”; “Non ci voglio venire da tua madre!”; “Arrangiati!” ecc. ecc.

La persona che si sente rimproverata in queste modalità, più o meno dirette, ma anche da piccoli atteggiamenti di risentimento come negazioni d’affetto (rifiuto non verbale di un abbraccio, di un sorriso, di un contatto, di fare l’amore) inevitabilmente opera una chiusura emotiva.

LE CHIUSURE EMOTIVE e I RICATTI EMOTIVI

Quando c’è sofferenza, a prevenzione di uno stato di eccessivo malessere, si attuano queste chiusure emotive, che consistono molto semplicemente in atteggiamenti di rifiuto che comunicano distacco.

Le chiusure emotive, sebbene paiano principalmente una tutela per evitare di soffrire eccessivamente, molto spesso non sono altro che dei ricatti emotivi finalizzati a creare un senso di colpa nell’altro al fine di ottenere, come da Manuale del Bravo Ricattatore, quello che si desiderava fin dall’inizio.

Si chiama RICATTO EMOTIVO e si basa sulla minaccia, più o meno diretta, di privare l’altra persona di quello di cui ha bisogno (a livello emotivo, affettivo, economico, relazionale) e che sta trovando all’interno di quel rapporto in essere (che sia un rapporto serio o transitorio, poco importa). Dire ad esempio “Se continui così me ne vado!” oppure “Non credo che possiamo continuare così..” è un ricatto emotivo mirato a creare paura nel partner. A questo punto, il soggetto sottoposto a pressione e paura, ha due possibilità: cedere al ricatto ed accontentare il ricattatore, oppure tirarsene fuori.

In ambedue i casi la sofferenza che proveranno entrambi sarà enorme.

COME RISOLVERE LA QUESTIONE?

Rendersi conto di quello che accade all’interno di noi quando proviamo questi sentimenti di fastidio, risentimento, divisione e odio, è fondamentale. Non basta dire “ah sì, è vero..” e poi continuare a farlo.

L’osservazione costante e prolungata di quello che accade al nostro interno e di quello che manifestiamo all’esterno, senza giustificazione alcuna, è prioritaria nonché l’unica strada possibile per sanare l’atteggiamento compulsivo che ci spinge a voler controllare tutto e tutti, causandoci sofferenze più o meno grandi.

Ogni volta che ci accorgiamo di provare un fastidio e di avere una pretesa verso qualcuno, osserviamoci e chiediamoci questo: “Io vorrei che quella persona mi costringesse a fare quello che lei vuole anche se io non lo voglio fare?”. Io suppongo che la risposta sarà sempre “no!”, a meno che non presentiate qualche deviazione masochista.

Detto ciò, non possiamo cambiare il nostro inconscio in tre minuti, semplicemente dicendo “Ah è vero, ho delle pretese. Beh aspetta che da adesso non ne avrò più!” e come per magia pensare di riuscire a non averne.

L’Ego è compulsivo, ragiona come un animale. Deve per forza riuscire ad accaparrarsi quello di cui ha bisogno. Se vuole amore e non ne riceve, attuerà un comportamento logico e funzionale in modo da poterne ricevere. Ovviamente quello che riceve in queste situazioni di pretesa e ricatto non è mai un sentimento sincero e di conseguenza non riesce mai ad appagare il bisogno. Si cade quindi in quel circolo vizioso in cui permangono più del 90% delle coppie laddove regnano malumori, grandi o piccoli, e in cui la serenità si allontana progressivamente.

Non c’è nessun’altra soluzione che non sia quella di agire in questo ordine:

Osservare il fastidio e i sentimenti negativi che nascono quando non si ottiene quello che si vuole. Quindi ripetersi mentalmente o, ancora meglio, a voce alta una frase del tipo “Sono consapevole di stare odiando la persona che dico di amare perché non è come io pretendo che sia! Questo comportamento non può condurmi verso l’amore che tanto desidero. Quando manifesto sentimenti negativi, creo divisione e sofferenza, sia dentro di me che nella persona che amo”, al fine di rendersi ben conto e di far scendere bene nell’inconscio la consapevolezza di essere ufficialmente delle persone che stanno operando in modo dannosissimo e totalmente contrario al loro scopo ultimo, che è sempre quello di ricevere affetto, amore e comprensione. Inoltre aggiungere “Desidero che la persona che amo sia libera di esprimersi per ciò che è, a prescindere da ciò che io ritengo giusto o sbagliato, e mi prendo la mia responsabilità di amarla incondizionatamente in ogni caso e di scegliere liberamente se continuare ad avere un rapporto con lei oppure se chiudere la relazione. In ogni caso, mi ritengo responsabile per il mio fastidio e per la mia sofferenza e mi impongo di non coinvolgere l’altra persona nei miei problemi di natura bisognosa, possessiva e pretenziosa”.

Officina Alkemica
L’Alchimia come Via per la Felicità Incondizionata.
L’attenzione e la presenza spiegate in modo semplice e rese alla portata di tutti.
Facendo uso dell’ironia che gli è tipica, Salvatore Brizzi presenta per la prima volta in maniera chiara e semplice, passo dopo passo, l’insegnamento alchemico, che si rivela essere un efficace cammino di crescita spirituale alla portata di tutti.
€ 13.00

LA SAGGEZZA DEI MAESTRI

Qualche tempo fa, mentre mi lamentavo con uno dei miei maestri per una situazione spiacevole che mi era capitata in un rapporto lavorativo, ricevetti la seguente risposta: “Nel momento in cui scegli di rimanere in una situazione che non ti piace e che ti causa turbamento, senza fare niente per migliorare la tua condizione, non hai il diritto di lamentarti.”

A queste sacre parole, però, vorrei aggiungere anche questo: “Se qualcosa ti turba, la sola cosa che puoi fare è adoperarti per renderla migliore, oppure farne un’altra. Se la cosa che desideri migliorare coinvolge anche qualcun altro oltre a te, prima di agire verso il miglioramento assicurati che le altre persone interessate desiderino la tua stessa cosa”.

riga-antica

La Coppia Illuminata
Tutti desiderano Amare ed essere Amati, ma…
La Coppia Illuminata è un nuovo modo di concepire qualsiasi relazione affettiva che spiega le dinamiche che stanno all’origine dei molti “fallimenti” nei rapporti di coppia e introduce un modo di essere, di pensare, di agire che possa invece permettere di realizzare il “miracolo” di una relazione vissuta pienamente, con Amore autentico, nella Gioia, ciò a cui la natura dell’essere umano tende “spontaneamente”
€ 12.90

banner CO

Leggi anche:

La vera storia di Lucifero di Matteo Camorani Oggi vorrei raccontarvi la vera storia di Lucifero. Sì, proprio lui: Lucifero, il grande tentatore, la fonte di ogni male. A...
Riflessioni sul Senso della Vita (Agosti) di Ivo Nardi Intervista a Silvano Agosti    dicembre 2009 Silvano Agosti, regista, scrittore, poeta. Nato a Brescia, appena diplomato parte per Lo...
Il Decalogo per i Papà di Bruno Ferrero 1- Il primo dovere di un padre verso i suoi figli è amare la madre. La famiglia è un sistema che si regge sull’amore. Non quello...
Non giudicate per non essere giudicati di Alessandro Baccaglini note: "NON GIUDICATE PER NON ESSERE GIUDICATI parte III" entrerà a far parte di una raccolta di scritti sui Vangeli come via...
Come nascono e come si guariscono le malattie? di Daniela  Coin Noi tutti siamo composti da apparati che sono a loro volta composti da organi che sono composti da tessuti e che, infine, sono com...
DEPRESSIONE: Cause e Cure Daniela Coin, Consulente  La routine che ci uccide Tutti noi, presi dalla routine della vita, ci dimentichiamo troppo spesso di quello che siamo...
L’errore sta nel FARE di Daniela Coin, consulente relazionale • www.verouomo.it Si parte sempre da qui: c'è un problema, c'è un malessere, una sofferenza e un dolore. Al...
Pellicce, Caccia e Vivisezione: l’odio degli... di Daniela Coin, Consulente per il Benessere Naturale Olistico Chi di voi non prova repulsione per quegli uomini che torturano ed ammazzano gli ani...