di Daniela CoinConsulente per il Benessere Naturale Olistico

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Era domenica. Una delle tante domeniche dei tanti mesi dei tanti anni delle tante vite.

Un signore, l’uomo più colto del mondo, sedeva su di una panchina a Central Park, contemplando gli esseri viventi che lì d’intorno correvano e passeggiavano, qualcuno saltellava anche, altri cinguettavano, ed altri ancora si trattenevano a far jogging!

Stava per l’appunto cercando di capire come catalogare quel signore grasso che, poco più in là, sull’erba, affannosamente si contorceva in piegamenti faticosissimi al fine di scolpire addominali che nessuno avrebbe mai visto, quando una bimba bionda di sei anni e mezzo lo apostrofò con la sua vocina innocente:

“Mi scusi signore, cosa sta facendo?” domandò curiosa.

L’elegante signore si voltò e la osservò come un borghese osserverebbe un mendicante, sebbene la piccola fosse vestita di tutto punto. A lui non importava, i bambini erano un fastidio. Un fastidio e basta!

“Sto facendo cose da grandi!” rispose seccato.

La piccola Lilith annuì e cominciò ad osservarlo incuriosita. Lo osservò così tanto che quel buffo signore, alla fine, si sentì così in soggezione che, per allentare la tensione, si sentì quasi costretto a parlarle:

“Come ti chiami, piccola?”

“Mi chiamo Lilith e ho sei anni e mezzo!” rispose a memoria la piccola. I suoi genitori gliel’avevano fatto imparare e lei lo ripeteva meccanicamente, aggiungendo ogni sei mesi l’aggiornamento sulla data di nascita.

“Brava Lilith.. e cosa vuoi fare da grande?” domandò, pourparler..

La bimba ci pensò un secondo, appena uno, e poi decisa rispose:

“Da grande voglio essere una bambina!”

L’uomo più colto del mondo rimase per un attimo sbigottito e poi concluse il tutto in una grassa risata, pensando fra sé che quella bambina fosse una come tutte le altre.. una piccola e fastidiosa mocciosetta viziata.

Le rise in faccia e riprese ad osservare il grassone.

Faceva freddo ma a Lilith non importava. Beh, se è per questo non le importava nemmeno di aver appena perduto la sua tata e di essere di fatto seduta su di una panchina con uno sconosciuto a parlare della vita. La vita..

“E lei?…”

L’uomo distinto si voltò di scatto con fare seccato, sbuffando, con aria interrogativa. E la piccola continuò..

“…lei cosa vuol fare da grande??”

Lui sorrise fra sé e poi, proprio per metterla in difficoltà, le rispose così:

“Voglio diventare l’uomo più colto del mondo!”

Lilith socchiuse un occhio e pensò. Colto.. Colto. L’ho già sentito…

“Mi scusi signore…” lui tornò a fissarla, sempre più spazientito. “Mi scusi, ma cosa significa colto?”

Con un ghigno malefico, ma con pazienza paterna di cui mai fino a quel momento aveva goduto, si avvicinò alla piccolina e provò a farsi capire:

“Quando un uomo sa tutto, conosce tutte le cose, di ogni argomento, di ogni era, di ogni libro, e quando conosce alla perfezione gli eventi così come sono realmente accaduti, narrati e descritti, e quando sa risolvere qualunque problema, conosce la matematica, la letteratura, e tutte le materie di studio del mondo, e quando le conosce meglio di tutti gli altri nel mondo, allora quello è l’uomo più colto del mondo!”

Lilith pronunciò il suo oh! d’effetto, soffiandolo fuori con delicatezza e stupore. Poi guardò per altri due minuti quell’uomo così intelligente da trascorrere le domeniche su di una panchina al parco a fissare grassoni sudati e a parlare con bambine di sei anni e mezzo, e poi parlò, sperando che lui la sentisse:

“…ma in questo modo lei non sarà mai felice…”

L’uomo barbuto la sentì e per un secondo rimase di ghiaccio.

“E perché mai?” domandò infastidito e leggermente in difficoltà, stavolta girandosi anche col busto verso la piccina seduta di fianco a lui.

“Perché non avrà mai quello che vuole..”

“E perché mai?”

“E’ impossibile sapere tutto ed essere sicuro di essere quello che nel mondo sa più cose di tutti!”

Il vecchio distinto scosse la testa.
Come accettare quell’affronto? E come fronteggiare un simile attacco?

Ed ecco che non trovò di meglio da dire che questo:

“Beh, se è per questo allora nemmeno tu sarai mai felice!”

“..e perché?” sussurrò lei con aria innocente.

“…beh, che domande! Perché vuoi una cosa impossibile… Che diamine, essere bambini da grandi…”

La piccola Lilith venne agguantata in malo modo dalla sua tata che cominciò ad inveire contro di lei. Tuttavia la piccolina continuò a guardare quell’uomo senza distogliere lo sguardo.

“Ma sono felice adesso!” rispose a voce alta, prima che la donna se la trascinasse via per sempre.

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Versione breve aforismata

L’uomo più colto del mondo sedeva su di una panchina al parco. Accanto a lui una bambina di sei anni e mezzo.
“Ciao, come ti chiami?” le domandò.
“Mi chiamo Lilith” rispose timidamente la piccolina.
“Bene Lilith, e dimmi, da grande cosa vuoi fare?”
Lei ci pensò un secondo e poi rispose decisa “Da grande voglio essere una bambina!”
L’uomo sorrise e tornò ai suoi affari.
“E lei?” chiese la piccola con aria curiosa “Lei cosa vuol fare da grande?”
L’uomo sorrise con un certo diniego e rispose “Voglio diventare l’uomo più colto del mondo!”
Lilith, stupita, allora si fece seria e osservò:
“Ma così non sarà mai felice!”
Quel signore distinto, sbigottito, non trovò di meglio che risponderle in malo modo:
“Beh, se è per questo allora nemmeno tu sarai mai felice!”
Una signora agguantò la bimba, era la sua tata che l’aveva finalmente ritrovata.
“Ma sono felice adesso!” rispose la piccola, prima di essere trascinata via per sempre.

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