arcobaleno

L’UOMO HA SUPERATO LA FAMIGLIA

L’utilità di quest’ultima è finita, è durata troppo a lungo. Poiché è una delle istituzioni più antiche, solo persone molto sensibili possono accorgersi che è già morta. Per le altre ci vorrà tempo prima che possano riconoscerlo.
La famiglia ha svolto il suo compito, non ha più importanza nel nuovo contesto, per la nuova umanità che sta nascendo. La famiglia è stata buona e cattiva. È stata un aiuto – l’uomo è sopravvissuto grazie a essa- ma è anche stata molto dannosa, perché ha corrotto la mente umana. D’altra parte in passato non c’era alternativa, era impossibile scegliere qualcos’altro. Si trattava di un male necessario. In futuro non sarà necessariamente così, possono esistere stili di vita alternativi.
La mia idea è che in futuro non esisterà un modello fisso; ci saranno molti, molti stili alternativi. Se alcune persone scelgono ancora di avere una famiglia, dovrebbero avere la libertà di poterlo fare. Si tratterà di una percentuale molto piccola.

Sulla Terra esistono alcune famiglie – pochissime, non più dell’uno per cento – che sono davvero bellissime e benefiche, all’interno delle quali l’uomo può crescere. In esse non esistono autorità, giochi di potere o possessività; i bambini non vengono distrutti, la moglie non cerca di annientare il marito né il marito cerca di annientare la moglie, le persone si sono unite per gioia e non per altri motivi; la politica non esiste,
anzi ci sono amore e libertà. Certo, questo tipo di famiglia è esistita ed esiste tuttora. Per persone simili non c’è bisogno di cambiamenti, in futuro potranno continuare a vivere in una famiglia. Ma per la grande maggioranza la famiglia è una cosa orribile. Se chiedi agli psicoanalisti, ti diranno che ogni sorta di malattia mentale si sviluppa a causa della famiglia. Ogni tipo di psicosi, di nevrosi, nasce a causa della famiglia. Essa crea un essere umano molto, molto patologico.
Tutto questo non è necessario, dovrebbero essere possibili stili alternativi.

L’ALTERNATIVA NELLA COMUNE

Per me, uno stile alternativo è la comune: l’alternativa migliore.
Una comune vuol dire che la gente vive in una famiglia fluida. I bambini appartengono alla comune! cioè a tutti. Non esiste proprietà privata né ego privato. Un uomo vive con una donna perché entrambi sentono di farlo, sono contenti e si divertono. Quando sentono che l’amore non accade più, non continuano ad aggrapparsi l’uno all’altra. Si dicono addio con il massimo della gratitudine e dell’amicizia, e passano a un’altra persona.

LA MIGLIORE ALTERNATIVA PER I BAMBINI

In passato l’unico problema erano i bambini. I bambini che vivono in una comune possono appartenerle, e questo sarà molto meglio: conosceranno un’ampia varietà di persone e avranno più opportunità di crescere. Altrimenti un bambino cresce con la madre… per anni, il padre e la madre sono per lui le uniche immagini di esseri umani. Naturalmente, comincerà a imitarli. I bambini diventano imitazioni dei padri, perpetuando nel mondo lo stesso tipo di malattia di questi ultimi. Si trasformano in fotocopie: è qualcosa di estremamente distruttivo. Ma per i bambini è impossibile fare qualcos’altro: non conoscono modelli diversi.

Se in una comune vivono cento persone, ci saranno molti uomini e molte donne: il bambino non si fisserà, non si ossessionerà con un solo modello di vita. Può imparare dal padre, dagli zii, da tutti gli uomini della comunità. Avrà un’anima più grande.
Le famiglie schiacciano le persone, ne rimpiccioliscono lo spirito. In una comune il bambino avrà un’anima più grande, conoscerà più possibilità e il suo essere ne sarà notevolmente arricchito. Vedrà molte donne, non avrà un solo ideale. Avere un unico ideale femminile è estremamente distruttivo, in quanto per tutta la vita non farai che cercare tua madre. Ogni volta che ti innamori, osserva: con tutta probabilità hai trovato una donna che assomiglia a tua madre. Ma questa potrebbe essere proprio la persona che avresti dovuto evitare.

duemammeTutti i bambini sono arrabbiati con la madre. Deve proibire molte cose, deve dire: «No!»; è inevitabile. Anche una buona madre qualche volta deve dire: «No», porre limiti, rifiutare. Il bambino prova rabbia, rancore. Odia la madre, ma al tempo stesso l’ama, perché lei è la sua sopravvivenza, la fonte di vita e di energia. Quindi, odia e ama la madre allo stesso tempo: questo diventa il modello. Amerai e odierai la stessa donna: non hai altra scelta. Continuerai a cercare, inconsciamente, tua madre. Ma questo accade anche alle donne: sono sempre alla ricerca del padre. Tutta la loro vita è una ricerca del papà come marito. Ebbene, tuo padre non è l’unica persona al mondo; il mondo è molto più ricco. E, in realtà, se riesci a trovare il papà, non sarai felice; puoi esserlo con una persona che ami, con il fidanzato, non con tuo padre. Se riesci a trovare tua madre, non sarai felice con lei. Già la conosci, non c’è altro da esplorare. È familiare, e ciò che è familiare suscita disprezzo. Dovresti metterti alla ricerca di qualcosa di nuovo, ma non possiedi alcuna immagine.
In una comune un bambino avrà un’anima più ricca. Conoscerà molte donne e molti uomini, non sarà dipendente da una o due persone.

La famiglia crea in te un’ossessione, e l’ossessione è contro l’umanità. Se tuo padre sta lottando contro qualcuno e vedi che ha torto, non importa: devi essere con lui, dalla sua parte. Allo stesso modo in cui si dice: «Nel torto o nella ragione, la Patria è la Patria» così si dice: «Nel torto o nella ragione, mio padre è mio padre. Mia madre è mia madre, devo stare con lei». Il contrario sarebbe un tradimento. Ciò ti insegna a essere ingiusto. Tua madre sta litigando con un vicino e puoi vedere che ha torto: tuttavia, devi stare dalla sua parte. Così si insegna una vita iniqua.

IN UNA COMUNE SEI PIU’ LIBERO E RICEVI PIU’ AMORE

In una comune non sarai troppo attaccato a una famiglia, anzi, non ci sarà famiglia cui attaccarsi. Sarai più libero e meno ossessionato. Sarai più equo. E riceverai amore da molte fonti, avrai la sensazione che la vita sia colma d’amore.
La famiglia ti insegna il conflitto con la società, con le altre famiglie. La famiglia esige il monopolio: ti chiede di essere dalla sua parte, contro tutti gli altri. Devi essere al servizio della famiglia, devi continuare a combattere nel suo nome e per la sua gloria.
La famiglia ti insegna l’ambizione, il conflitto, l’aggressività. In una comune sarai meno aggressivo e più rilassato nei confronti del mondo, perché avrai conosciuto moltissime persone.

Elfi-a-PistoiaQuindi, invece della famiglia, vorrei vedere una comune dove tutti sono amici. Persino i mariti e le mogli non dovrebbero essere nulla di più che amici. Il loro matrimonio dovrebbe essere semplicemente un accordo: hanno deciso di stare insieme perché così sono felici. Nell’istante in cui anche uno solo di loro decide che sta prendendo piede l’infelicità, si separano. Non c’è bisogno di alcun divorzio; poiché non c’è matrimonio, non c’è divorzio. Si vive spontaneamente.

Quando vivi nell’infelicità, a poco a poco ti ci abitui. Mai, nemmeno per un solo istante, si dovrebbe tollerare l’infelicità. Forse in passato vivere con un uomo è stato bello e piacevole, ma se non c’è più gioia, devi uscirne. Non occorre essere arrabbiati, distruttivi, o serbare rancore, perché nei riguardi dell’amore non è possibile fare alcunché. L’amore è come un vento leggero. Lo vedi… arriva. Se c’è, c’è. Poi se n’è andato; e quando se n’è andato, se n’è andato. L’amore è un mistero che non puoi manipolare: non dovrebbe essere manipolato, legalizzato o forzato, per alcun motivo.

In una comune la gente convivrà per la pura gioia di stare insieme, non per altri motivi. E quando la gioia è scomparsa, ci si separa. Può essere triste, nella mente può rimanere la nostalgia del passato, ma ci si deve lasciare. I partner si devono impegnare l’uno con l’altra a non vivere nell’infelicità, altrimenti quest’ultima diventerà un’abitudine. Si lasceranno col cuore pesante, ma senza risentimenti. Si metteranno alla ricerca di altri partner.

UN FUTURO SENZA MATRIMONI E SENZA DIVORZI

In futuro non ci saranno né matrimoni né divorzi, al contrario che nel passato. La vita sarà più fluida, più basata sulla fiducia. Si avrà più fiducia nei misteri della vita che nella chiarezza delle leggi; si avrà più fiducia nella vita in sé che in qualsiasi altra cosa: il tribunale, la polizia, il prete, la chiesa. E i bambini dovrebbero appartenere a tutti, non dovrebbero indossare stemmi di famiglia. Apparterranno alla comune; essa si prenderà cura di loro. Questo sarà il passo più rivoluzionario nella storia dell’uomo: nelle comuni le persone cominciano a vivere in un clima di onestà, fiducia, sincerità, abbandonando a poco a poco la legge.

IL DRAMMA DELLA FAMIGLIA

In una famiglia prima o poi l’amore scompare. In primo luogo, potrebbe non essere mai esistito, nemmeno all’inizio. Il matrimonio potrebbe essere stato combinato per altri motivi: per soldi, per potere, per prestigio. Forse, fin dall’inizio non c’è stato amore, e i bambini che nascono in un clima privo di affetto diventano immediatamente aridi. La mancanza di amore in casa li rende duri, a loro volta privi di sentimento. Imparano la prima lezione della vita dai genitori, ma questi ultimi sono senza amore e sempre pieni di gelosia, rabbia e aggressività. E i bambini vedono solo le brutte facce dei genitori.
vacanze-famiglie-trentinoLa loro speranza viene distrutta. Se l’amore non è accaduto nella vita dei genitori, non possono credere che accadrà nella loro. E vedono anche gli altri parenti, le altre famiglie. I bambini sono molto sensibili, si guardano intorno e osservano. Quando vedono che l’amore è impossibile, cominciano a pensare che esiste solo per i poeti e i visionari, non ha alcun riscontro nella vita. E una volta che ti sei convinto che l’amore è solo poesia, non accadrà mai, perché ti sei chiuso a quella dimensione.
Vederlo accadere è l’unico modo per lasciarlo accadere più tardi, nella tua vita. Se vedi che tuo padre e tua madre si amano profondamente e intensamente, che si prendono cura l’uno dell’altra, provano compassione e si rispettano reciprocamente, hai visto l’amore accadere. Allora sorge la speranza. Nel tuo cuore cade un seme e comincia a crescere. Sai che accadrà anche a te. Se non l’hai visto, come puoi pensare che accadrà anche a te? Se non è successo ai tuoi genitori, come può succedere a te? In realtà, farai di tutto per impedire che ti accada, altrimenti sembrerà un tradimento nei loro confronti.

La mia osservazione delle persone è che, in modo profondamente inconscio, le donne ripetono: «Guarda mamma, sto soffrendo come te». E i ragazzi dicono a se stessi, più tardi: «Papà, non ti preoccupare, la mia vita è infelice come la tua. Non ti ho superato, non ti ho tradito. Resto la stessa persona infelice che sei stato tu. Porto la catena, perpetuo la tradizione. Sono il tuo rappresentante, papà, non ti ho tradito. Guarda, sto facendo la stessa cosa che facevi a mia madre, la sto facendo alla madre dei miei figli. E quello che facevi a me lo sto facendo a loro. Li sto tirando su nello stesso modo in cui tu hai tirato su me».
Ebbene, l’idea stessa di «tirare su» i bambini è una sciocchezza. Al massimo puoi dare un aiuto, non puoi «tirarli su». L’idea stessa di «formarli» è non solo stupida, ma estremamente dannosa. Non puoi «tirare su» degli esseri umani: un bambino non è una cosa, non è un edificio. È come un albero; certo, puoi dare un aiuto. Puoi preparare il terreno, mettere dei fertilizzanti, annaffiare, controllare se il sole raggiunge la pianta: tutto qui. Ma non stai «formando» la pianta, essa viene su da sola. Puoi aiutare, ma non puoi né formarla né tirarla su.

I bambini sono misteri sconfinati. Quando cominci a «formarli», a creare modelli e personalità in loro, li stai imprigionando. Non potranno mai perdonarti. Ma questo è l’unico modo in cui impareranno, e faranno la stessa cosa ai propri figli, e ciò si ripeterà all’infinito. Ogni generazione passa le proprie nevrosi agli ultimi arrivati sulla Terra. E la società persiste con tutta la sua follia, nella sua infelicità.

No, adesso è necessario qualcosa di diverso. L’uomo è cresciuto e la famiglia appartiene al passato; in realtà, non ha futuro. La comune sarà ciò che può sostituire la famiglia, e sarà molto più benefica.
Ma in una comune possono stare insieme solo persone meditative. Solo quando sapete celebrare la vita, potete stare insieme; solo quando conoscete quello spazio che io chiamo meditazione, potete convivere ed essere amorevoli. L’antica stupidaggine di un amore esclusivo va abbandonata: solo allora puoi vivere in una comune. Se continui a credere nella vecchia idea di un amore esclusivo – cioè, che la tua donna non deve tenere la mano di un altro e tuo marito non deve ridere con nessun’altra, – non puoi diventare parte di una comune.
Se tuo marito ride con qualcun’altra, va bene. La risata va sempre bene. Non importa in compagnia di chi accada, essa è un valore. Se la tua donna tiene la mano di qualcun altro, ottimo! Sta fluendo calore e questo va bene, è un valore. E indifferente con chi accade.
E se per la tua donna accade con molte altre persone, continuerà ad accadere anche con te. Se non accade con nessuno, non accadrà nemmeno con te. Il vecchio modo di pensare è decisamente stupido… è come se dicessi a tuo marito quando esce di casa: «Fuori di qui, non respirare. Quando torni a casa, puoi respirare quanto vuoi, ma solo quando sei con me. Fuori di casa trattieni il respiro, diventa uno yogin. Non voglio che respiri quando non sei con me». Sembra sciocco… ma perché l’amore dovrebbe essere qualcosa di diverso dal respiro?

FAR FLUIRE L’AMORE NELLA LIBERTA’

L’amore è respiro. Il respiro è la vita del corpo, l’amore è la vita dell’anima.
È molto più importante che respirare. Quando tuo marito esce, gli imponi di non ridere con nessun altro, almeno non con un’altra donna. Non dovrebbe provare affetto per nessuno. Quindi per ventitré ore lui è arido, privo di qualsiasi moto d’amore, poi in quell’ora che passa a letto con te finge di provare amore… hai ucciso il suo amore, non fluisce più. Se deve restare uno yogin per ventitré ore, trattenendo spaventato il proprio amore, pensi che improvvisamente possa rilassarsi per un’ora? È impossibile. Prima distruggi l’uomo (o la donna), poi ti stanchi, ti annoi. Cominci a pensare: «Non mi ama!», ma sei tu la responsabile di tutto. A quel punto lui comincia a sentire di non essere amato, e non siete più felici come prima.

mammeQuando la gente si incontra su una spiaggia, in un giardino, a un appuntamento, non c’è nulla di prestabilito e tutto è fluido; è felicissima. Perché? Perché è libera. L’uccello sul ramo è una cosa, e lo stesso uccello in gabbia un’altra. Le persone sono felici perché sono libere. L’uomo non può essere felice senza libertà, ma la vostra vecchia struttura familiare ha distrutto la libertà. E poiché ha distrutto la libertà, ha distrutto la felicità e l’amore.
È stata come una misura di sicurezza. Certo, in qualche modo ha protetto il corpo, ma ha distrutto l’anima. Adesso non c’è più bisogno della famiglia, e dobbiamo proteggere anche l’anima. Questo è molto più importante, è fondamentale.

Non c’è futuro per la famiglia, non nel senso in cui è stata intesa finora. C’è un futuro per l’amore e le relazioni d’amore. «Marito» e «moglie» diventeranno parole brutte e oscene.
Inoltre, ogni volta che monopolizzi la donna o l’uomo naturalmente monopolizzi anche i bambini. Sono completamente d’accordo con il dottor Thomas Gordon che sostiene: «Penso che tutti i genitori siano in potenza dei violentatori di bambini, perché l’educazione dei figli avviene fondamentalmente attraverso il potere e l’autorità. Penso che l’idea: “È il mio bambino, posso farci quello che voglio” sia violenta; e distruttiva». Un bambino non è una cosa, non è una sedia o una macchina. Non puoi farci quello che vuoi: arriva attraverso di te, ma non ti appartiene; appartiene all’esistenza. Al massimo puoi prenderti cura di lui, non diventare possessivo.

LA POSSESSIVITA’ E’ VELENO

Ma l’intera idea di famiglia si basa sul possesso: il possesso della proprietà, della donna, dell’uomo, dei bambini. E la possessività è veleno, per questo io sono contro la famiglia. Ma non sto dicendo che coloro che sono davvero felici nella propria famiglia -I fluidi, vivi, pieni d’amore – debbano distruggerla!
No, non occorre. La loro famiglia è già una comune, una piccola comune.
Naturalmente una comune più grande sarà molto meglio, avrà più possibilità e più persone. Persone diverse portano canzoni, stili, brezze, raggi di luce diversi. E i bambini dovrebbero essere inondati di stili di vita i più diversi possibile, in modo che possano avere libertà di scelta. Dovrebbero essere arricchiti dalla conoscenza di molte donne, in modo da non fissarsi sul volto e sullo stile della madre. Così saranno capaci di amare molte più donne e più uomini. La vita sarà più simile a un’avventura.

Ho sentito raccontare…
Una madre porta il figlio al reparto giocattoli di un grande magazzino. Vedendo un enorme cavallo a dondolo, il bambino ci sale e si dondola per almeno un’ora. «Scendi» lo implora la madre. «Devo andare a casa a preparare la cena a tuo padre.» Il piccolino rifiuta di muoversi, frustrando tutti gli sforzi della madre. Interpellato, neppure il direttore del grande magazzino riesce a persuadere il bambino. Alla fine, disperati, chiamano lo psichiatra del centro commerciale. Questi si fa avanti adagio e sussurra alcune parole nell’orecchio del bambino; immediatamente il piccolo salta giù e corre a fianco della madre. «Come ha fatto» chiede la madre, incredula. «Cosa gli ha detto?» Lo psichiatra esita un istante, poi dice: «Tutto ciò che gli ho detto è: “Se non scendi subito da quel cavallo a dondolo, ti sbatto giù io!”». La gente impara, prima o poi, che la paura, l’autorità, il potere, funzionano. E poiché i bambini sono estremamente inermi e dipendenti dai genitori, puoi fare loro paura. Sfruttarli e opprimerli diventa la tua tecnica, e loro non hanno alcun posto dove andare.
In una comune avrebbero molti posti. Ci sarebbero parecchi zii, zie e altre persone: non sarebbero così impotenti, non sarebbero in mano tua come adesso, sarebbero più indipendenti e meno inermi. Non riusciresti a importi così facilmente.

E tutto ciò che vedono in casa è infelicità. Qualche volta – è vero, lo so – marito e moglie si amano, ma questo accade sempre in privato. I bambini non lo sanno, conoscono solo le facce torve, il lato sgradevole. Quando il padre e la madre si amano, lo fanno dietro porte chiuse e in silenzio, in modo che i bambini non vedano che cos’è l’amore. Loro vedono solo i litigi, i rimproveri, le discussioni, gli insulti, le umiliazioni, le percosse, sia fisiche sia psicologiche. Uno spettacolo che li impressiona…

Un uomo è seduto in salotto a leggere il giornale, quando la moglie arriva e gli dà uno schiaffo.
«Perché mi hai dato uno schiaffo?» chiede il marito, indignato.
«Perché a letto non vali niente.»
Dopo un po’, mentre la moglie sta guardando la televisione, il marito si avvicina e le da un sonoro ceffòne.
«Perché mi hai dato un ceffòne?» urla.
«Perché conosci la differenza…» risponde lui.
Questo si ripete in continuazione, e i bambini vedono tutto. È vita questa? È ciò che una vita dovrebbe essere? È il massimo che si può ottenere? I bambini cominciano a perdere la speranza. Prima di entrare nella vita sono già dei falliti, hanno accettato il fallimento.
Se i loro genitori, così saggi e potenti, non hanno successo, che speranze hanno loro? Nessuna.
E i bambini hanno imparato i trucchi… l’infelicità, l’aggressività. Non vedono mai accadere l’amore. In una comune ci sarebbero più possibilità. L’amore dovrebbe uscire un po’ di più allo scoperto. La gente dovrebbe sapere che l’amore accade; i bambini piccoli dovrebbero conoscere che cos’è l’amore, dovrebbero vedere le persone che si prendono cura l’una dell’altra.

NON CI HANNO INSEGNATO AD AMARE

Ma è un’idea antichissima, vecchissima: in pubblico puoi fare a pugni, ma non puoi essere affettuoso. Battersi va bene. Puoi compiere un assassinio, è consentito. Di fatto, quando due persone si picchiano, si raduna una folla e tutti si divertono. Ecco perché la gente continua a leggere libri gialli, con trame sempre più ricche di suspense e omicidi. L’omicidio è permesso, l’amore no. Fare l’amore in pubblico viene considerato osceno. Ebbene, questo è assurdo: l’amore è osceno e l’omicidio no? Gli innamorati non possono amarsi in pubblico, mentre i generali possono andare in giro esibendo tutte le loro medaglie? Costoro sono assassini, e queste medaglie premiano degli omicidi! Mostrano quante persone sono state uccise: non è osceno?

come-trovare-anima-gemellaQuesta dovrebbe essere l’oscenità. A nessuno dovrebbe essere consentito picchiarsi in pubblico: è osceno, la violenza è oscena. Come può essere osceno l’amore? Eppure viene considerato tale. Devi nasconderlo al buio, devi farlo in modo che nessuno se ne accorga, in silenzio e furtivamente… naturalmente, non potrai divertirti molto. E la gente non impara che cos’è l’amore. I bambini, in particolare, non hanno modo di saperlo. In un mondo migliore, con una maggiore comprensione, l’amore sarebbe ovunque. I bambini vedrebbero cosa vuol dire «voler bene», si accorgerebbero quanta gioia da prendersi cura di qualcuno.

Bisognerebbe accettare di più l’amore e rifiutare maggiormente la violenza.
L’amore dovrebbe essere più accessibile. Due persone che fanno l’amore non dovrebbero preoccuparsi del fatto che nessuno lo sappia. Dovrebbero ridere, cantare, urlare di gioia, in modo che tutto il vicinato sappia che qualcuno sta amando qualcun altro… cioè, sta facendo l’amore.
L’amore dovrebbe essere un dono, qualcosa di divino. È sacro.

Puoi pubblicare un libro su un omicidio, è accettato: non viene considerato pornografia. Ma per me quella è pornografia. Non puoi pubblicare un libro in cui un uomo nudo dia un abbraccio profondo e pieno d’amore a una donna: è pornografia. Questo mondo, finora, è esistito contro l’amore. La tua famiglia, la tua società, il tuo Stato sono contro l’amore. È un miracolo che sia rimasto un po’ d’amore, che sia sopravvissuto. Oggi l’amore non è come dovrebbe essere, è solo una piccola goccia, non un oceano. Ma il fatto che sia scampato a tanti nemici è un miracolo. Non è stato completamente distrutto… è un miracolo.

LA COMUNE IDEALE

La mia visione di una comune è questa: persone piene d’amore che vivono insieme senza antagonismo né competizione, in cui l’amore sia fluido e più libero, senza gelosia né possessività. E i bambini apparterranno a tutti, perché appartengono all’esistenza: ognuno si prenderà cura di loro. Sono così belli i bambini: chi non si prenderebbe cura di loro? Inoltre, avrebbero la possibilità di vedere moltissime persone piene d’amore, ognuna delle quali vivrebbe a modo suo. Si arricchirebbero di più. E io ti dico che se al mondo esistessero bambini simili, nessuno di loro leggerebbe «Playboy», non ce ne sarebbe bisogno.
Né leggerebbero il Kamasutra di Vatsyana, perché sarebbe inutile. Il nudo, le fotografie pornografiche sparirebbero: dimostrano solo l’esistenza di una sessualità, di un amore ridotti alla fame. Il mondo sarebbe così colmo d’amore da diventare quasi asessuato.

LA FAMIGLIA DEVE SCOMPARIRE

I tuoi preti e i tuoi poliziotti hanno creato ogni tipo di oscenità al mondo. Sono la sorgente di tutto ciò che è abnorme e disgustoso. E la tua famiglia ha svolto un ruolo chiave in tutto ciò. La famiglia deve scomparire, deve dissolversi nella visione di una comune più grande, di una vita più fluida, non basata su piccole identità.
In una comune ci sarebbero buddhisti, hindu, giainisti, cristiani, ebrei. Se scompare la famiglia, scompariranno automaticamente anche le chiese, perché le famiglie appartengono alle chiese. In una comune ci sarebbe in circolazione ogni tipo di gente, di religione, di filosofia, e il bambino avrebbe l’opportunità di imparare. Un giorno andrebbe in chiesa con uno zio, un altro al tempio con un altro zio, in modo da imparare tutto il possibile e avere la possibilità di scegliere. In questo modo può decidere a quale religione appartenere. Non ci sarebbe nulla di imposto.

La vita può trasformarsi in un paradiso «qui e ora». Le barriere vanno eliminate, e la famiglia è una delle barriere più grandi.

Capitolo integrale “Ci vuole un villaggio…” tratto dal libro “CON TE E SENZA DI TE” di Osho.

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