di Gabriele Pintaudi

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A noi piace molto l’idea di essere liberi, anche senza sapere bene da che cosa, perché ci hanno detto che l’ego è il “cattivo” e bisogna liberarsene. Però lo dicono all’ego stesso che crede, quindi, di dover togliere i suoi lati negativi, o aspetti che lo fanno soffrire. Magari fosse così scontato.
Innanzi tutto, l’ego non può eliminare se stesso, ma è la vita stessa che decide di farlo o no. Questo non è mai, in realtà, un evento piacevole. Secondo me, il fatto che la vita decida di produrre un risveglio, è qualcosa che l’ego (cioè l’apparato corpo mente che sei) pregherebbe di evitare.
Disagi, confusioni, sofferenze, incertezze, insicurezza, assenza di punti di riferimento, solitudine … stati che alla lunga sono difficili da digerire. Non basta sforzarsi di rimanere presenti, o meditare, o cercare di modellare la propria realtà, per fuggire dai colpi che la vita quotidiana sferra sui fianchi e sullo stomaco. Ed ecco che arriva l’altra parte della spiritualità… quella che ti dice che tutto dipende da te, che puoi cambiare, che puoi trasformare la tua vita, che devi pensare positivo per attrarre positivo, modellare la tua realtà.
Questo tipo di visione rischia di farvi prendere una grossa delusione, che d’altra parte forse è positiva proprio per risvegliarsi dall’idea di essere il creatore degli eventi. Non sei l’attore, sei lo spettatore, che osserva un frammento di sé (l’ego) che interagisce con il mondo. In sostanza, la persona che credi di essere è parte del “tuo” sogno. Non conduce, ma è condotta.

I vari metodi potrebbero rafforzare l’ego che, oramai, ha assunto nella terminologia spiritualista connotati negativi. Invece, senza di questo, noi non potremmo nemmeno interagire e comunicare. Quando qualcuno ti chiama per nome e tu ti volti, chi è che lo fa? l’ego! Quindi è utile, direi.
La vita modella te, cioè l’esatto contrario di come spesso la faccenda viene venduta, e tu non sei responsabile di nulla perché non esisti, e non puoi far niente per modificare ciò che accade o per scegliere cosa pensare. Non scegli tu i pensieri, le emozioni e le azioni, e non puoi immaginare nessun futuro certo. Potrai pensare: “ma …. come nel sogno, posso svegliarmi e, con lucidità, controllare e modificare gli eventi”. Anche in quel caso non sei stato tu a permettere questo, ma è accaduto e basta.
Enorme batosta! Quindi cos’è l’ego? L’idea sbagliata di essere il responsabile della propria vita, quindi pensieri ed azioni. Invece esiste solo la vita (per darle un nome), e tu non ne sei il centro, ne sei parte. Arriva lo tsunami, e tu non puoi sottrarti, perché ne sei parte.
Prendere ad esempio l’idea del “cosa farò nella vita”. Questo è un quesito su cui ruotiamo praticamente tutti, sull’incertezza futura e l’idea di prendere una certa strada a discapito di un’altra. Ancora una volta c’è un “me”, il falso centro, ed una vita intorno. Questo “me” crede di fare delle scelte …cioè l’ego. Non c’è nulla di male in questo, ma dobbiamo essere onesti, e accorgerci dei controsensi.

Vogliamo eliminare la chiacchiera mentale? A parte che è impossibile, semmai possiamo eliminare l’identificazione con essa. Ma anche questo non lo scegli tu, lo fa la vita, tu sei già fregato, per il fatto stesso che stai leggendo questo post. All’interno della chiacchiera mentale, ci sono anche le tue cose belle: i tuoi sogni, i tuoi progetti, i tuoi ideali…  sei sicuro di voler eliminare anche quelli? Certo che no, chi saresti senza un progetto di vita, un sogno, un ideale, un desiderio? Eppure è così che funziona. Quando si smette di dare energia (di alimentarli credendogli) ai pensieri, questi non riescono più a trovare un loro proseguimento, conclusione, definizione o fine, che muova il corpo verso un gesto o una parola. Allora questi, come una radio impazzita, cercano appigli, ma non ne trovano. Cosa farò nella vita? A chi importa? Riuscirò ad illuminarmi? A chi importa? Nessuna risposta, solo domande, echi lontani. E allora resti li, senza risposte, che testimoni perfino la confusione ma non riesci nemmeno più prenderne veramente parte.

Sei sicuro di volere tutto questo? Prima di dire sì, ci penserei un po’ su… ma purtroppo non puoi stabilirlo tu. Come farai a sopportare di essere una foglia mossa dal vento, quando prima credevi di poter controllarne la direzione? Puoi pensare: “invece io ho scelto di cambiare la mia situazione di vita, a partire da una MIA scelta”. Questa “tua” scelta, è in realtà derivata da un intreccio di fattori. Anche se la vita sembra essere statica, sembra ripetersi, grazie proprio a questo ripetersi si sono presentate le occasioni affinché l’ego dicesse: “ora cambio vita”. In questo senso non puoi esserne separato, perché non scegli. Credi di scegliere, mentre l’azione avviene sempre un istante prima e, 1) non ne conosci le conseguenze 2) ne ignori le cause che l’hanno generata.

L’ego non vuole suicidarsi, e la spiritualità non è qualcosa che ti farà uscire dai problemi.

FONTE: riscoprirsigabriele.blogspot.it

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