di Daniela CoinConsulente per il Benessere Naturale Olistico

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Io non so se e quanto siate in grado di fidarvi di quello che sentite guardando una persona in faccia…però credo che dovreste rifletterci. Ricordo ancora quando Alessandro Di Battista (M5S) venne deriso dalla Bignardi, prima, e dai giornali, poi, per aver affermato che Matteo Renzi non gli piaceva per il suo “faccione falso”.

Beh io credo che, se tutti ci fidassimo del nostro istinto, a quest’ora non saremmo in queste condizioni.

Personalmente contro Renzi non ho assolutamente nulla, credo sia un bamboccione di poco conto che, se non prestasse servizio per certa gentaglia, magari al bar, mi starebbe anche simpatico. Però purtroppo non è l’amicone al bar con cui parlare di sport, e non è nemmeno lui il reale problema che abbiamo qui in Italia.

Il problema, cari amici, siamo noi. Perché avere come capi di stato persone egoiste, opportuniste, ladre e bugiarde, è un segnale chiaro e distinto che quell’egoismo e quella falsità è dentro di noi e secondo me, se fossimo un po’ onesti con noi stessi, magari ce ne potremmo anche rendere conto. Forse saremo anche bravi a fingere di essere tutti buoni e bravi, altruisti e misericordiosi, ma la verità è che, se ci guardiamo dentro e un po’ intorno, lo vediamo anche noi di che pasta siamo fatti e di che persone siamo automaticamente circondati. Perciò è inutile star qui ad inneggiare come tifosi allo stadio “ha ragione Renzi!” o “ha ragione Grillo!” perché Renzi non è altro che l’emblema dell’uomo mediocre, infimo e bugiardo, che sorride in pubblico fingendo buonismo e simpatia mentre brama ricchezza ed interessi vari per sé fregandosene di chi gli sta intorno, chiunque esso sia, basta solo che non sia qualcuno da cui può ricavare qualcosa, perché in questo caso avrebbe il sorriso pronto o chissà quale altra trovata. Noi siamo Matteo Renzi quando scegliamo di uscire con quella persona perché non ci va di restare a casa e sentirci soli. Siamo Matteo Renzi quando sorridiamo riverenti a quelle persone che riteniamo migliori di noi. Siamo Matteo Renzi quando scegliamo il nostro partner anche in base alla posizione sociale che occupa, o alla sua macchina o modo di vestire. Siamo Matteo Renzi quando, con mente fredda e calcolatrice, allontaniamo persone a cui vogliamo bene per seguire i nostri ideali di potere. Siamo Matteo Renzi quando giudichiamo una persona non per ciò che è ma per ciò che ci sembra che sia, in relazione a ciò che ci fa comodo credere. Siamo Matteo Renzi quando pensiamo al nostro interesse senza considerare se il perseguirlo nuoce a qualcuno.

Mentre Grillo non è altro che l’espressione di quelli che odiano quelli qui sopra, gli opportunisti e i bugiardi. E’ l’emblema di tutti quei cittadini, stanchi e incazzati, che se potessero farebbero fuori tutta quella brutta gentaglia in nome della loro idea di giustizia e, taluni azzardano, di rispetto e di amore. I grillini sono quelli che se la prendono con i ricchi perché non sono ricchi. Sono quelli che vorrebbero tanto un paese diverso ma la sola cosa che sanno fare bene è accusare gli altri di essere sbagliati. Noi siamo Beppe Grillo quando ci lamentiamo degli altri senza prima aver guardato bene chi siamo e cosa abbiamo fatto per trovarci in quella situazione. Siamo Beppe Grillo quando ce la prendiamo con le persone intorno a noi, urlando e diffamando senza adoperare amorevolezza e comprensione. Siamo Beppe Grillo quando crediamo che il mondo ce l’abbia con noi e quando deleghiamo ad altri la riuscita o meno della nostra vita e della nostra felicità. Siamo Beppe Grillo quando desideriamo un mondo migliore e ci aspettiamo che quello che vogliamo ci venga miracolosamente donato da fuori. Siamo Beppe Grillo quando non ci prendiamo la responsabilità di noi stessi e ci lasciamo soggiogare da quelli a cui deleghiamo il potere di renderci felici o tristi.

Una cosa che ho sempre ritenuto davvero degradante, rispetto alle loro idee e proposte (che personalmente appoggio e condivido), è stata quella di fondare la loro campagna pubblicitaria quasi prevalentemente sulla diffamazione dei loro avversari, cosa che inoltre reputo un “errore di strategia”, anche se comprendo che è ciò che il popolo incazzato ha più apprezzato di loro e quello che gli ha permesso di raccogliere più consensi. Lo reputo un errore perché le genti, tutte, da sempre e per sempre, sono portate ad inseguire il potere e la sicurezza e a preferirlo alla paura e all’incertezza. Ciò che un leader comunica quando è sicuro di sé, senza il bisogno di farsi grande distruggendo gli avversari, è sicurezza, ovvero ciò che tutti desiderano incessantemente. Ciò che un leader comunica quando teme i suoi avversari tanto da fondare il proprio potere sulla distruzione di costoro (e quindi delegandogli parte del proprio successo o insuccesso) è insicurezza. Perciò non c’è affatto da stupirsi se l’Italia continua a brancolare nel buio e nel caos più totale. Quel buio e quella paura è ciò che abbiamo dentro ed è ciò che cerchiamo di non vedere.

Sinceramente, a dirla davvero tutta, ritengo addirittura più dignitosi i primi dei secondi, ma solo perché credo che le persone che arrivano a  riconoscere di essere egoisti ed opportunisti stiano di fatto compiendo un passo gigantesco verso la conoscenza di sé. I renziani, dal basso della loro sete di potere (che credono gli venga comunque decretata dal di fuori), in parte si prendono una responsabilità di sé e di quello che sono. Vincono il giudizio schierandosi dalla parte dei cattivi. Oh sì, lo fanno perché credono che stare col più furbo salverà loro la vita e la carriera, ma intanto sono costretti a riconoscersi per ciò che sono. Invece, passare l’intera esistenza all’ombra come scarafaggi, o in rivolta come le formiche, additando i potenti e riconoscendosi, in tale gesto, vittime ed impotenti sulla propria vita come fanno i grillini, è un atteggiamento da insetti, che passano la vita sperando che nessuno li calpesti.

Ci vedo una perfezione tale in ciò che la situazione dell’Italia sta disegnando sui muri di questa nostra storia, che un po’ mi verrebbe quasi da sorridere. Tuttavia non sorrido, perché mi chiedo quando le persone inizieranno a smettere di scappare da loro stesse. Mi domando quando si renderanno conto che ciò che c’è la fuori che non gli piace, è ciò che è dentro di loro. E’ ciò che cercano disperatamente di non vedere quando escono con gli amici, cercando affannosamente di non trovarsi mai da soli con sé stessi. Telefonando, chattando, scattando foto, leggendo, guardando film e serie tv, giocando ai videogames…pensando a cosa diranno quando…

Tutto pur di non intraprendere un viaggio dentro noi stessi. Tutto pur di non ascoltarci, di non guardare ciò che siamo e quello che facciamo. E i risultati quali sono? Mi sembrano evidenti e mi sembra che continuare a dare la colpa a chissà chi, cominci ad avere davvero poco senso.

Concludo con un pensiero di Susanna Tamaro che ho letto stamane e che condivido ora qui con voi, a conclusione di questo mio articolo, augurandovi che vi accada ciò che di meglio potete tirare fuori dal vostro cuore.

Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un’idea senza avere un’idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.
Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.
E quando poi davanti a te si apriranno strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta..Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta.

Susanna Tamaro