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I 10 comandamenti degli Indiani d’America 

I nativi americani sono stati forse il popolo più saggio proprio grazie al loro contatto con la natura. Questo ha dato loro la saggezza e l’umiltà per scoprire le regole di giusto comportamento senza le quali non possiamo vivere una vita in armonia. Quindi non leggi imposte dall’esterno ma una autoregolamentazione necessaria per vivere:

1- La Terra è la nostra Madre, abbi cura di Lei.

2- Rispetta tutti i tuoi parenti.

3- Apri il tuo cuore ed il tuo Spirito al Grande Spirito.

4- Tutta la vita è sacra, tratta tutti gli esseri con rispetto.

5- Prendi dalla Terra solo ciò che è necessario e niente di più.

6- Fai ciò che bisogna fare per il bene di tutti.

7- Ringrazia costantemente il Grande Spirito per ogni giorno nuovo.

8- Devi dire sempre la verità, ma soltanto per il bene degli altri.

9- Segui i ritmi della natura, alzati e ritirati con il sole.

10- Gioisci nel viaggio della vita senza lasciare orme.

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Preghiere degli Indiani d’America 

Oh Grande Spirito,
la cui voce ascolto nel vento,
il cui respiro dà vita a tutte le cose.
Ascoltami; io ho bisogno
della tua forza e della tua saggezza,
lasciami camminare nella bellezza,
e fa che i miei occhi sempre guardino
il rosso e purpureo tramonto.
Fa che le mie mani rispettino la natura
in ogni sua forma e che le mie orecchie
rapidamente ascoltino la tua voce.
Fa che sia saggio e che possa capire
le cose che hai pensato per il mio popolo.
Aiutami a rimanere calmo e forte
di fronte a tutti quelli
che verranno contro di me.
Lasciami imparare le lezioni
che hai nascosto in ogni foglia
ed in ogni roccia.
Aiutami a trovare azioni
e pensieri puri per
poter aiutare gli altri.
Aiutami a trovare la compassione
senza la opprimente
contemplazione di me stesso.
Io cerco la forza,
non per essere più grande del mio fratello,
ma per combattere
il mio più grande nemico: Me stesso.
Fammi sempre essere pronto
a venire da te con mani pulite
e sguardo alto.
Così quando la vita appassisce,
come appassisce il tramonto,
il mio spirito possa
venire a te senza vergogna”.

Bisonte che Cammina (1871 – 1967)

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Rallenta il ritmo della mia vita, Signore

Calma il battito del mio cuore, acquietando la mia mente.

Rallenta il mio passo frettoloso

con una visione delle eterne distese del Tempo.

Dammi, in mezzo alla diurna confusione,

la calma stabilità delle montagne millenarie.

Spezza la tensione dei miei nervi e dei miei muscoli con la serena
musica del canto dei ruscelli, vivente nella mia memoria.

Aiutami a conoscere il magico potere ristoratore del sonno.

Insegnami l’arte di prendere brevi momenti di sosta, di rallentare
il mio ritmo per osservare un fiore, per fare due chiacchiere con
un amico, carezzare un cane, leggere qualche riga di un buon libro.

Ricordami ogni giorno la favola della lepre e della tartaruga, sì che io

possa imparare che nella corsa non sempre vince chi va più veloce e che

nella vita si può fare qualcosa di meglio che aumentare la propria velocità.

Fa che io levi lo sguardo alla quercia torreggiante, e sappia che essa è
divenuta grande e forte perché è cresciuta lentamente e bene.

Rallenta il ritmo della vita, Signore, e ispirami ad affondare le mie radici
nel suolo dei valori durevoli, affinché io possa innalzarmi verso le stelle
del mio più grande destino.

Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,
voglio sapere che cosa strugge il tuo cuore
e se hai il coraggio di sognare
l’incontro con ciò che esso desidera
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni,
per l’avventura di essere vivo

Non mi interessa quali pianeti
sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato
il centro del tuo dolore,
se le difficoltà della vita
ti hanno portato ad aprirti
oppure a chiuderti per paura di soffrire ancora.

Voglio sapere se puoi sopportare il dolore,
mio o tuo,
senza far nulla per nasconderlo,
per allontanarlo o cristallizarlo.
Voglio sapere se puoi vivere
con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura
e lasciare che l’estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere
attenti, di essere realistici o di ricordare i
limiti dell’essere umani.

Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se sei capace di
deludere qualcuno per restare fedele a te stesso;
se riesci a sopportare l’accusa
di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere di parola
e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se sei capace
di trovare la bellezza anche nei giorni in cui il sole non
splende e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.

Voglio sapere se riesci a
vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago
e gridare alla luna piena d’argento:
“Sì!”
Non mi interessa sapere dove
vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci
ad alzarti dopo una notte
di dolore e di disperazione,
sfinito e profondamente ferito
e fare ugualmente quello che devi
per i tuoi figli.

Non mi interessa
chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro
del fuoco con me senza ritirarti.
Non mi interessa dove
o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro,
quando tutto il resto viene a mancare.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te
stesso e se la tua compagnia
ti piace veramente nei momenti di vuoto.
“Preghiera di donna”

di Oriah Mountain Dreamer (Tribù pellerossa)

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Un insegnamento su come pregare

Quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell’aurora,
per la vita che ti ha dato e per la forza che ritrovi nel tuo corpo.
Ringrazia il tuo Dio anche per il cibo che ti dà e per la gioia della vita.
Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento,
allora vuol dire che sei in errore.

Tecumseh (Shawnee)

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Insegnamenti

SAI CHE GLI ALBERI PARLANO?

Si parlano. Parlano l’un con l’altro,

e parlano a te, se li stai ad ascoltare.

Ma gli uomini bianchi non ascoltano.

Non hanno mai pensato

che valga la pena di ascoltare noi indiani,

e temo che non ascolteranno nemmeno

le altri voci della Natura.

Io stesso ho imparato molto dagli alberi:

talvolta qualcosa sul tempo,

talvolta qualcosa sugli animali,

talvolta qualcosa sul Grande Spirito.

(Tatanga Mani- “Bisonte Che Cammina,1871-1967).

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Un uomo Sacro ama il silenzio, ci si avvolge come in una coperta:
un silenzio che parla, con una voce forte come il tuono, che gli
insegna tante cose. Uno sciamano desidera essere in un luogo dove
si senta solo il ronzio degli insetti. Se ne sta seduto, con il viso rivolto
a ovest, e chiede aiuto. Parla con le piante, ed esse rispondono. Ascolta
con attenzione le voci degli animali. Diventa uno di loro. Da ogni creatura
affluisce qualcosa dentro di lui. Anche lui emana qualcosa: come e che
cosa io non lo so, ma è così. Io l’ho vissuto. Uno sciamano deve appartenere
alla terra: deve leggere la natura come un uomo bianco sa leggere un libro.

(Cervo Zoppo – Sioux)

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Tutti gli uomini sono stati creati dallo stesso Grande Spirito.
Essi sono tutti fratelli.

(Capo Giuseppe)

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Grande Spirito, preservami dal giudicare un uomo non prima di aver percorso
un miglio nei suoi mocassini.

(Guerriero Apache – anonimo)

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