di Daniela Coin, Consulente per il Benessere Naturale Olistico

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Il così detto “Sistema”, sempre scritto con la “S” maiuscola così come piace un po’ a tutti quelli che si sentono meglio quando possono dare la responsabilità a qualcuno del loro male di vivere, non esiste nella Realtà.
Abbiamo tutti quest’astrusa idea che esistano delle persone cattive, uno strano destino, il karma, un dio che ci vuole punire, demoni e spiriti, e una lunga sfilza di “entità negative” che vogliono il nostro male.

Cosa direste se vi dicessi che nessuno ci può fare del male a meno che non siamo noi a volerlo?
Cosa direste se vi dicessi che quelle entità esistono ma non vogliono farci alcun male?
Proprio non ci calcolano, non ci considerano. A meno che non lo vogliamo noi.

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Allora perché a noi sembra proprio che tutto voglia ferirci, farci del male, venirci contro? Il capo ufficio, la vita, i banchieri, la Monsanto, le forze dell’ordine, il club Bilderberg, Dio, il Diavolo (che sono la stessa cosa ma non ditelo in giro)! Perché tutto ci sembra contrario alla nostra volontà?

La risposta è: perché noi non sappiamo affatto cosa vogliamo.

Noi non siamo mai presenti a noi stessi, compiamo atti che si contraddicono l’un l’altro, crediamo di volere una cosa ma il nostro subconscio ne vuole un’altra. E’ come se desiderassimo bere vino e andassimo a comprare la birra al supermercato, avendo una cantina piena di bottiglie di vino. Noi facciamo questo, più o meno ogni volta che compiamo un’azione credendo di aver deciso il meglio per noi.

Ma allora come si esce da questo eterno conflitto che è la ragione principale delle nostre sofferenze?

La risposta è: guardando quello che facciamo! Restando perennemente attenti agli atti che compiamo, a quello che pensiamo, a ciò che diciamo, a quello che accade nella nostra mente, e poi nella materia. Ma soprattutto ai gesti e a quello che pensiamo mentre facciamo una determinata cosa.

In effetti, vi sarà capitato di stare con la persona che amate, pensando che il vostro ex era meglio a letto, poi di sorridere al vostro partner dicendogli “Ti amo” o cose simili. Parlare con un’amica e pensare che quell’amica vi serve perché altrimenti non potete uscire con quel gruppo di persone. Passare del tempo con qualcuno, fingendo compiacenza, solo per il terrore di restare soli.

Tutti questi sono imbrogli. E come tali, in un concetto più ampio (chiamatelo Tao o come vi piace) vengono gestiti dalle forze che regolano l’equilibrio universale.

Tutto è direttamente proporzionato a ciò che noi vogliamo e desideriamo nel profondo ma, soprattutto, a come ci relazioniamo con tutto quello che ci circonda.

Non possiamo stupirci se il nostro fidanzato ci lascia se è quello che abbiamo sempre, inconsciamente, desiderato. Se abbiamo pensato che preferivamo un altro a letto, se abbiamo creduto che non fosse la persona giusta ma che, dato che ormai ci stavamo insieme da tempo, potevamo cercare di amarlo, se abbiamo usato l’amore per ottenere affetto, comprensione, compagnia… una casa! Non stupiamoci di quello che ci arriva perché è direttamente proporzionato a quello che noi desideriamo e a quello che trasmettiamo.

Quindi, non sto sostenendo affatto che non esistano delle, chiamiamole, “forze” che compiono atti spregevoli. Esistono eccome. Esistono e, insieme a loro, ci siete anche voi. Nessuno escluso.

Siamo abituati a credere che i cattivi siano solo quelli che comandano le guerre, che stuprano i bambini, che compiono violenze su esseri innocenti, e non ci rendiamo conto che anche noi facciamo esattamente le stesse cose. Comandiamo guerre quando creiamo un conflitto per sfogare la nostra rabbia, quando urliamo a qualcuno, quando siamo scortesi, quando rispondiamo male e manchiamo di amore e comprensione. Stupriamo bambini e violentiamo innocenti quando, totalmente mancanti di cura e affetto, alziamo la voce a qualcuno, impediamo loro di comunicare con noi in modo sereno, quando neghiamo una carezza, quando offendiamo sapendo di ferire, quando usiamo per nostro vantaggio senza curarci dell’altra persona.

Non facciamo niente di diverso da quello di cui accusiamo i reggenti del Sistema. Il Sistema siamo Noi.
Questo non vuol dire che dobbiamo dannarci e disperderci nei gironi dell’inferno dantesco.

Se il Sistema non esiste, se il Sistema siamo noi, dovremmo sentirci sollevati. Se tutto è direttamente proporzionale a ciò che noi emaniamo, trasmettiamo e creiamo intorno a noi, sarà sufficiente iniziare a guardare bene cosa facciamo, come ci comportiamo, perché lo facciamo, cosa stiamo cercando di ottenere, di fare. Per quale motivo sto con questa persona? Per quale motivo faccio una cosa che non mi piace? Per quale motivo esco se non ho voglia di uscire? Perché faccio questo sport? Perché questa persona mi ha trattato male? Cosa ho fatto io a lei o a qualcun altro in condizioni simili? Farsi domande su ogni cosa ed osservare cosa facciamo e cosa pensiamo. Non c’è altra via.

Dio, l’Universo, non sono cattivi. Nessuno ci vuole punire. Esistono solo due modi per creare un’evoluzione e passare dal nostro stato di coscienza addormentato ad uno stato, o piano, dove riusciamo a vedere chi siamo e cosa vogliamo: il primo modo è quello di rimanere presenti ed attenti, di osservarci, osservare la paura che governa le nostre scelte, ed iniziare a lavorare su questo. Il secondo modo è quello che, in mancanza del primo, è una diretta conseguenza. Ovvero quello di imparare schiantandoci e soffrendo. E’ un po’ come dire “Se dal sonno della notte al mattino non ti svegli da solo, prima o poi qualcuno verrà a scuoterti. Se ancora non ti sveglierai, qualcuno comincerà a prenderti a pugni! Non perché sono cattivi ma solo perché sono preoccupati per te!”

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