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“La crisi non è nella politica, non è nei governi, che siano totalitari o cosiddetti democratici; la crisi non è nemmeno tra gli scienziati o nelle rispettabili e affermate religioni. La crisi è nelle nostre coscienze, che significa nella nostra mente, nei nostri cuori, nei nostri comportamenti e nelle nostre relazioni. E questa crisi non può essere capita nella sua interezza, e forse non può essere affrontata totalmente, fin quando non comprendiamo la natura e la struttura della coscienza, che è tenuta assieme dal pensiero.
In questo modo noi stiamo conoscendo o osservando i nostri stati mentali: qui è dove comincia la vera educazione, l’autoeducazione. Abbiamo sempre imparato molto dagli altri su noi stessi, siamo sempre alla ricerca di qualcuno che ci guidi, non solo nel mondo esterno, ma soprattutto a livello psicologico, interiormente. Non appena si verifica un problema, un disturbo, corriamo appresso a qualcuno che ci aiuterà a fare chiarezza. Siamo assuefatti alle istituzioni e alle organizzazioni, nella speranza che risolvano i nostri problemi, o che facciano chiarezza nelle nostre menti. In questo modo noi dipendiamo sempre da qualcuno, e questa dipendenza, inevitabilmente, genererà corruzione.

Per favore afferrate il significato di questa realtà. È di grande importanza comprendere perché ci siamo separati dal resto, percependoci come individui, cosa che in realtà non siamo. Noi siamo il risultato di milioni di anni e siamo stati incoraggiati ad accettare l’idea dell’individuo. Ma quando osservate da vicino, voi non siete degli individui, psicologicamente siete come il resto dell’umanità. Questa è una cosa molto difficile da percepire, in quanto la grande maggioranza di noi è attaccata all’idea, a questa idea che siamo tutti individui separati con le nostre ambizioni personali, con la nostra ingordigia, con l’invidia, la sofferenza, la solitudine. Ma quando osservate, vi rendete conto che è ciò che capita a ognuno di noi, e il concetto di individuo ci rende ancora più egoisti, egocentrati, nevrotici e competitivi: e la competizione sta distruggendo l’uomo. Dunque, il mondo siete voi e voi siete il mondo. Se realmente lo comprenderete, proverete una sensazione meravigliosa, in essa c’è una grande vitalità e percezione, una immensa bellezza. Non mi riferisco alla bellezza di una pittura, di un poema o di un piacevole volto. Noi siamo il mondo e quel mondo è voi, è me. In questa parte di mondo la libertà è usata in modo improprio, come nel resto del mondo, d’altronde, perché ognuno di noi vuole raggiungere, vuole essere, vuole divenire. Di conseguenza il contenuto della nostra coscienza risulta essere un costante sforzo, una battaglia continua per essere, per diventare, aver successo, ottenere potere, posizione sociale, status; e questo potete raggiungerlo solo se avete denaro, talento o capacità in una particolare direzione. Quindi, capacità, talento, tutto ciò incoraggia l’individualità; ma se guardate con attenzione, quell’individualità è costruita dal pensiero.
Dunque la vita, per la grande maggioranza di noi, sta diventando un enorme problema, perché la vita è relazione. Se noi non siamo in relazione, e non lo siamo, allora assisteremo al sorgere di tutti i problemi. Abbiamo creato una società che è radicata nella mancanza di relazione. I comunisti, i socialisti, tutti i politici stanno cercando di cambiare la natura e la struttura della società. La cosa più importante è avere la giusta relazione con un altro. Se l’avrete con una persona, allora l’avrete con tutti, con la natura, con tutta la bellezza della terra. Quindi è necessario capire in profondità perché il pensiero ha generato questo disastro nelle nostre vite, dal momento che è stato il pensiero a creare questa immagine di mia moglie e di me stesso, o di me e di un’altra persona. Non potete fuggire da tutto ciò finché non lo risolvete, finché non lo osservate. Andare in chiesa, pregare, tutto ciò è troppo infantile, estremamente immaturo, perché non risolve nulla. Per andare lontano bisogna cominciare da ciò che è molto vicino. Iniziare da vicino significa osservare la nostra relazione con l’altro, chiunque sia: con il vostro capo, il vostro falegname, il vostro superiore, vostro marito, perché la vita è un movimento in relazione. Abbiamo distrutto quella relazione con il pensiero. E il pensiero non è amore. L’amore non è il piacere, non è il desiderio, ma noi abbiamo ridotto tutto a quello.

Jiddu Krishnamurti – Sulla mente e sul pensiero

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