di Daniela Coin, Consulente per il Benessere Naturale Olistico

 Violence Hits Bangkok As Military Cracks Down

 Dati i tempi che corrono, dato il Sistema, l’Euro, gli extracomunitari, i politici, le cure staminali senza cellule staminali, dati i serial killer che vengono mandati in permesso premio ed evadono, data l’iva al 22%, data l’escalation di licenziamenti, date le migliaia di aziende e attività varie che chiudono ogni istante, dati i disastri ambientali o chissà da chi provocati, dati i rettiliani che stanno tramando contro gli esseri umani, io direi che avremmo tutto il diritto di essere incazzati!

Però uso il condizionale e ora vi spiego perché.

Noi siamo tutti convinti che arrabbiandoci, protestando, andando contro a qualcosa, si possano ottenere dei miglioramenti. Vorrei poter dire che in parte è così ma il procedimento non è corretto. Quelli che noi chiamiamo “miglioramenti”, ottenuti con la forza e combattendo, sono solo delle condizioni apparentemente “meno peggio” di quella in cui stavamo prima. Vi faccio un esempio: poniamo il caso che io adesso prenda uno di voi e gli tagli gli arti. Gambe e braccia, zac! La situazione passerebbe (in una scala di valori che va da 1 a 10 dove 1 è la totale non autosufficienza e 10 la condizione fisica migliore) da 9 a 1 in pochissimi istanti. Ora poniamo il caso che io vi regali una protesi per le gambe nuove e che voi possiate di nuovo camminare. Passereste da 1 a 4. Ora immaginiamo che il mio obiettivo fosse rendervi meno autosufficienti di 5 punti però facendovi credere di stare tutto sommato abbastanza bene, che altro modo avrei se non farvi conoscere la totale dipendenza per poi ridarvi un po’ di libertà in più?
Ma chi muove i fili è ancora più intelligente. Esso non passa da 9 a 1 e poi da 1 a 4 perché così sarebbe troppo semplice accorgersi di essere comunque in una condizione svantaggiosa e quindi il malcontento sarebbe duraturo.
Il Sistema procede in questo modo e molto lentamente negli anni: da 9 a 7 e poi da 7 a 8 per qualche anno. Poi da 8 a 6 e poi da 6 a 7 per qualche altro anno. In questo modo ogni volta che ci sarà un apparente peggioramento gli animi verranno subito placati poco dopo da un altro apparente miglioramento e, così facendo, nessuno percepirà che il degrado è stato comunque progressivo.

Ogni malcontento, rabbia e frustrazione, sono programmati e chi li sostiene fa il gioco di chi li sta schiavizzando.
Arrabbiarsi, urlare, manifestare, deprimersi, lamentarsi, essere violenti ed egoisti, non fa che reggere il gioco di quelli che noi crediamo i colpevoli della nostra infelicità.

In realtà non c’è proprio nessuno che ci vuole fare del male senza che noi per primi non ci sentiamo vittime e carnefici. Senza che prima noi non viviamo nella paura ed attacchiamo per difesa.

Chi sta là sopra, quelli che voi odiate tanto, sono esattamente quello che siete voi. Lo manifestano in un altro modo ma sono esattamente come voi e voi siete come loro. Esseri spaventati che cercano di sopravvivere ad ogni costo.

Ma quel tipo di atteggiamento è fallimentare, per i motivi sopra detti e anche perché non è possibile creare benessere dal malessere. Non è logico e non può accadere. Un gesto violento non è mai necessario, può solo tamponare apparentemente un problema ma mai risolverlo, figuriamoci se può migliorare le nostre vite o renderci felici.

Tanti di voi obbietteranno dicendo “Ma tutte le rivoluzioni sono servite, hanno portato a dei benefici. Gli schiavi sono stati liberati, le donne hanno ottenuto il voto, il popolo ha avuto da mangiare, un salario ed orari di lavoro umani…” e via dicendo.  E io vi dico: ok, poniamo il caso che voi abbiate fatto da 9 a 4 e poi da 4 a 8 attraverso la vostra rivoluzione, protesta e malcontento; chi vi dice che non avreste potuto fare da 9 a 10 se solo vi foste discostati gentilmente da quel sistema che ritenevate errato, senza rabbia o fastidio, e aveste impiegato tutte quelle energie messe nel combattere una realtà sbagliata per costruire una realtà più bella e utile?

Non ci vuole tanto a capire che sarebbe tutto più bello, non ci sarebbero morti, odio, rabbia e paura. Ogni realtà verrebbe scelta perché è più benefica di un’altra, senza bisogno di screditare quella errata.

Se io sono un bravo panettiere e apro un panificio in centro, ho bisogno di offendere ed infangare la dignità dell’altro panettiere del paese andando a dire in giro a tutti che il suo pane fa schifo, che usa farine di scarsa qualità e ingredienti andati a male, o è sufficiente che io faccia un pane sempre più buono per permettere che si sparga la voce e nel giro di poco tempo tutte le persone vengano a mangiare il mio pane che è integrale, sano e biologico?

E’ un metodo così semplice che sembra quasi strano che quasi nessuno riesca ad applicarlo.

Ma è normale che nessuno ci riesca. Ognuno di noi, nel suo piccolo, fa le stesse cose. Passa le giornate a criticare gli altri per trovare il valore di se stesso. Ma che valore può mai esserci in chi passa tutta la vita a cercare il male negli altri? Poi magari finisce per trovarlo, per vederlo. Magari allora comincia a temere che qualcuno veda il male in lui e quindi dovrà proteggersi, diventerà antipatico, violento. Diventerà colui che aveva sempre avuto paura di diventare ma lo giustificherà dicendo che il mondo fa schifo. Infatti il modo migliore per sentirsi meglio è quello di circondarci del peggio.

Ma poi non stupiamoci se il mondo va a rotoli. Il mondo è lo specchio di quel che siamo tutti noi.

Ci arrabbiamo con chi ci fa, secondo noi, del male e noi siamo, in quel momento, la causa del male di qualcuno. In primis del nostro, giacché non è possibile  fare del male se prima quel male non lo si ha dentro. Non è intelligente credere di poter fare del male a qualcuno senza farlo prima a se stessi. L’atto di provare odio sta già, ancora prima che arrivi all’obiettivo odiato, causando uno squilibrio dentro di te.

Siamo i creatori della nostra Crisi e non dobbiamo lamentarci con nessuno. Non ha senso accusare nessuno. La sola cosa che ha senso fare è guardare se stessi e smettere di accusare l’esterno.