di Daniela Coin, Consulente per il Benessere Naturale Olistico

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Il web ormai è pieno di guru di ogni genere, spesso improvvisati tanto per fare qualche soldo, che vendono bugie e se le fanno pagare anche a caro prezzo. La soluzione a tutti i nostri problemi che va per la maggiore è rappresentata da un modello da seguire, da imitare, qualche linea da ricalcare e convinzioni da acquisire, che ci portino ad elevarci per essere delle persone migliori. Ma cosa accade a chi segue quei personaggi che vendono soluzioni sostenendo che c’è qualcosa in voi che non va bene e spronandovi ad essere diversi?

Nessuno vi deve convincere che non andate bene, questo l’hanno già fatto i vostri genitori, la scuola e la società quindi è molto facile dirvi come dovete essere perché qualsiasi soluzione vi sembrerà migliore di quella cosa orribile che credete di essere. E se non vi credete delle brutte persone, allora probabilmente avete già fatto quel lavoro che propongono i guru. Di cosa si tratta? E’ semplice, viene proposto un modello, viene mostrata una persona felice (Gesù, Buddha, Gandhi, o il guru di turno) e che non ha alcun problema, che vive o ha vissuto felicemente, e poi viene insegnato (maestri, scuole, corsi, libri etc) come imitarlo e come pensare, agire, essere e muoversi su quella scia, convincendovi che così sarete anche voi felici ed avrete risolto i vostri problemi. Per un po’ potrà anche funzionare ma cosa succede poi quando la vita ci mette in crisi? Quando l’Universo, che realizza sempre e comunque quello che vogliamo, crea quelle situazioni critiche che fanno cadere ogni maschera, fossimo anche stati i migliori imitatori del Buddha in persona? Allora, in quel momento di crisi profonda, esce il nostro vero Io. Riappare la disperazione, la solitudine. Il compagno ci lascia per un’altra, nostro figlio muore o ci confessa di essere gay oppure, semplicemente, se ne va di casa con un partner che a noi non piace, Cosa accade quando perdiamo il lavoro o la casa? O quando ci muore il cane che era come un figlio, o i nostri genitori? Cosa accade quando le nostre speranze e le colonne che reggevano la nostra vita, vengono a mancare?

Esce un mostro! Disperazione, violenza, inganno, rabbia ovvero, quello che siamo. Poco importa se per anni abbiamo finto di essere delle persone illuminate, quello che eravamo è sempre stato dentro di noi.
Ma non preoccupiamoci. Non c’è motivo di farsene una colpa, di soffrire e di pensare “E’ vero sono cattivo, adesso cambio e divento buono!”. No, questo non ha nessun senso. Significherebbe mettere maschere su maschere, coprire un nostro istinto e metterci sopra una maschera.

Perché lo facciamo? Vediamo anche perché ci mettiamo le maschere.. la risposta è molto semplice: per piacere. Pensiamo che con un po’ di trucco gli altri non si accorgeranno di come siamo, crederanno che siamo belli e buoni, e ci ameranno. Allora ci riempiremo la bocca di sorrisi, diventeremo bravi a fare molte cose e le faremo vedere a tutti, oppure non le faremo vedere e resteremo nell’ombra sperando che qualcuno si accorga di noi e ritenendo tutti stupidi se non se ne accorgono.

Quando una persona vuole apparire diversa da com’è in realtà, non c’è niente di più adatto che un guru, un libro, un manuale o comunque un modello da imitare.
Ma questo modus operandi si fonda su un principio errato, ovvero che voi non andate bene e che dovete essere diversi. Che la realtà va cambiata. Anche quelli che predicano che dovete accettarvi così come siete, pensano in fondo che siate sbagliati se non vi sapete accettare come siete. Infatti questi maestri spirituali facilmente cadranno nel giudizio di fronte ad alcuni apparenti paradossi. Ad esempio se segui il Buddha e ti accetti per quello che sei ma poi vai in discoteca e ti sfasci non sei sufficientemente zen. Se cedi ai tuoi bisogni vuol dire che sei debole e non vai bene. Se dici una cosa, forse non dovresti dirla perché Gandhi diceva diversamente. Se vuoi proprio fare una cosa, forse sarebbe meglio che non la facessi perché Gesù disse che non si doveva fare. Se pensi una cosa, forse non va bene perché il pensiero è generato dall’Io ed è falso. E via così.

Ma la realtà? Quella cosa che siete e che non avete coraggio di mostrare perché siete terrorizzati dal giudizio e dalla solitudine che potrebbe derivarne? E tutte le vostre paure che non avete il coraggio di esternare? E tutto quello che pensate e non avete il coraggio di dire? E tutto quello che vorreste fare e temete di non saper fare? E tutto quello che c’è e non vedete perché siete chiusi nella paura o corazzati da quelle false identità che vi hanno costruito sopra?
E se tutto quello che siete fosse finzione, costruito?
E se quello che vedete e credete fosse solo una vostra interpretazione?
Ma non è che forse tutta questa sofferenza deriva proprio da questo continuo mentire, falsare e nascondere?

Dal credere, soprattutto, che questo mentire, falsare e nascondere sia sbagliato?
Perché non osservare, semplicemente, senza giudizio, che cosa fate? Quando vi nascondete, quando avete paura, quando imbrogliate il vostro prossimo? E’ più semplice dare le colpe agli altri, vero? E’ più facile trovare i difetti negli altri (che poi sono i nostri!) e passare le giornate intere a credere che il mondo e le persone non vadano bene, piuttosto che controllare bene ogni nostro sussulto, ogni nostra falsità, ogni nostro atto di violenza. Diciamolo, dai: è più facile pensare che sia tutto colpa degli altri.

Questo ci fa sentire meglio e meritevoli di amore. Ma ci fa anche provare dolore e senso di ingiustizia, non è forse vero?
Ci fa davvero stare meglio questo atteggiamento di deresponsabilizzazione? Non sarebbe più bello, per esempio, accorgerci che tutto quello che vediamo intorno a noi è creato da noi e quindi, con la stessa logica e senza dover imitare o seguire nessun guru e nessuna tecnica, avere la libertà di creare intorno quello che ci piace?

Lamentarsi non ha nessun senso nel momento in cui diventiamo responsabili della realtà che creiamo. Il solo senso della lamentela è quello di protrarre all’infinito il nostro ammettere ciò che siamo e la creazione diretta ed innegabile di quello che desideriamo.

“Sia fatta la tua Volontà” disse un giorno un ragazzo, molti anni fa.

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daniconsulenzeOKQDaniela Coin

Consulente per il Benessere Naturale OlisticoTecnico Naturopata, Riflessologa

Consulenze ON-LINE per la risoluzione di problemi di natura fisica e psicologica, sviluppo del potenziale individuale, life coach. Esperta in psicosomatica e medicina naturale, alimentazione etica e consapevole, rimedi naturali e conoscenza del Sé.

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