di Daniela Coin, Consulente per il Benessere Naturale Olistico

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Gli zombi esistono e siamo tutti noi. Noi che crediamo di poter decidere liberamente delle nostre vite.

In verità, ci trasciniamo da un posto all’altro, senza avere ben chiare le idee che ci muovono, se non il “divorare” altri esseri privandoli delle loro energie e della loro vitalità, cercando di farla nostra. Non facciamo così? Verrebbe da dire di no ma in realtà è esattamente quello che facciamo. Viviamo costantemente nel conflitto perché convinti di essere mancanti. Viviamo nella perenne convinzione che tutto potrebbe essere diverso, migliore, e che se avessimo quella o quell’altra cosa staremmo bene.

Non ci innamoriamo forse di chi ha quel qualcosa che noi non abbiamo? E non cerchiamo forse di stargli vicino per godere di quello che crediamo che a noi manchi? Siano essi amici o fidanzati, quel che ci interessa è ricevere protezione, conoscenza, vitalità e felicità. Intorno a queste esigenze, ci trasciniamo tutti i giorni alla ricerca della pace cosmica non rendendoci conto che è proprio la ricerca stessa a tenerci lontano dalla felicità. Non solo, anziché cercare la pace dentro di noi, cerchiamo di succhiarla via dalle persone che ci sembrano più complete. Facciamo così, proprio come gli zombi che per restare in quello stato di semi-vita devono cibarsi di esseri vivi.

Ci alziamo, andiamo al lavoro, mangiamo, usciamo, dormiamo, ci alziamo, usciamo, mangiamo, dormiamo. I più fortunati si accoppiano. Ogni azione è governata dal conosciuto. Lavoriamo ogni giorno perché siamo convinti che se non lavorassimo moriremmo di fame. Ma la realtà è che noi moriamo di fame quando restiamo senza lavoro perché siamo convinti che sia così. Infatti questa convinzione che null’altro si possa fare se non diventare poveri, chiude le porte a centinaia di possibilità che abbiamo e che nemmeno vediamo. Vediamo solo quello che crediamo di poter vedere.
Se non credi che troverai un altro lavoro o che potrai diventare ricco facendo l’artista, non ci proverai neanche o ci proverai con scarso stimolo ed energia, e di conseguenza non ci riuscirai.

«Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada» Eraclito

Otteniamo sempre quello che vogliamo. Solo che non sappiamo mai cosa vogliamo. Quindi non sappiamo cosa desiderare e come desiderarlo.

Sappiamo cosa conviene fare, cosa vogliono gli altri che facciamo, cosa dovremmo fare secondo la legge, la scuola, Dio! Ma sappiamo cosa vogliamo? Abbiamo mai controllato veramente cosa vogliamo in questo momento? Ora?

Siamo vivi, siamo vivi adesso. Perché mai vivere secondo il passato? Perché non decidere ora ciò che siamo e cosa vogliamo? Perché non osservare in questo istante cosa sta accadendo e decidere ora, adesso, senza preconcetti, cosa fare?

Ma soprattutto, perché passare tutta la vita a preoccuparci di un evento, a temerlo e a cercare di fuggirlo?
La paura di una determinata realtà ci predispone già a vittime. Stiamo creando i nostri carnefici nel momento in cui abbiamo paura. Se diventiamo zombi, i vermi arriveranno. Non ha senso temere di essere divorati dai vermi quando non si è cadaveri.

Ma quasi tutti noi viviamo da preda. Anche chi appare un combattente, in realtà spesso ha solo paura e quindi attacca per primo o si pone in un atteggiamento intimidatorio ma questo solo per paura di essere ferito. Il risultato sarà che verrà percepita la sua paura perché l’Universo si muove su base reale e concreta e non su quello che noi fingiamo di essere, dimostrandoci diversi da quello che siamo.

Mentre se per un attimo riusciamo a guardare il Presente e a comprendere chi siamo e dove siamo, sappiamo anche cosa vogliamo e questo, magicamente, arriva senza che si compiano più di tanti sforzi.

«Ogni evento è inevitabile, altrimenti non accadrebbe» (cit. Interstate 60) Quindi perché preoccuparsi tanto?

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