di Daniela Coin, Consulente per il Benessere Naturale Olistico

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DOMANDA:

Buon giorno,
stavo facendo una ricerca sulle malattie psicosomatiche e come le nostre credenze possano causare gravi malattie. Da poco mi è morto uno zio, malato da molti anni di enfisema polmonare. Nella sua vita ha fumato molto e praticato il mestiere di imbianchino. Volevo capire se ci potevano essere altere cause nascoste per questa malattia che ha colpito anche suo padre.
So che i polmoni sono organi legati alla comunicazione
Grazie

RISPOSTA:

Buongiorno,
la prima cosa che mi sono chiesta è come mai lei si stia chiedendo le cause della morte di una persona per la quale ormai, con tutto rispetto, non c’è più nulla da fare. Forse ha omesso, nel suo scritto, di manifestarmi alcune preoccupazioni riguardo qualche persona in vita, forse sarebbe quindi eventualmente il caso di parlare di queste persone (lei o qualche suo caro) e non di chi, pace all’anima loro, ormai ci ha lasciati. Conoscere le cause SOGGETTIVE della morte di una persona a cosa può servire se non a mettersi a dare colpe e cercare giustificazioni?

Se lei teme che la malattia possa intaccare, per genetica, anche qualcuno dei suoi cari, sono ben lieta di illustrarle le cause probabili dei decessi per malattie polmonari (coi pochi dati che mi ha fornito, e senza nemmeno vedere il malato, le posso solo illustrare quanto segue).

Ciò che riguarda l’apparato respiratorio ha sempre a che vedere con gli affetti e con l’ambiente in cui viviamo a stretto contatto (famiglia, più raramente il lavoro -solo se vissuto come alternativa alla famiglia o in clima che ricrea l’ambito famigliare-). Nella fattispecie l’enfisema polmonare è l’ultimo ed estremo tentativo del polmone (come organo atto alla respirazione = aria / libertà / spazio) di liberarsi dall’asfissia causata, psicosomaticamente parlando, da qualcosa intorno al malato che gli ha negato lo spazio vitale (respiro) e la possibilità di sentirsi libero (quello che si dice volgarmente “togliere l’aria”).

Bisogna fare attenzione, però, a non credere (sarebbe un grosso errore) che le colpe siano di chi opera questa occlusione psicofisica o presunta tale. Ogni danno che ci viene fatto (che a noi sembra ci venga fatto) accade sempre e solo perché noi acconsentiamo (e crediamo di guadagnarci in qualche modo). Un esempio banale potrebbe essere quello del figlio quarantenne che vive con i genitori e soffre la situazione di soffocamento che questo vivere con loro gli causa (magari dovuto a genitori morbosi, invadenti, curiosi…etc). Il vantaggio (presunto da chi poi finisce per sviluppare problemi polmonari) è quello di essere aiutato, servito, agevolato, dal vivere in famiglia.
Con questo non sto dicendo che tutti quelli che vivono in famiglia con genitori morbosi sviluppino problemi alle vie respiratorie. Ogni danno accade solo laddove c’è rabbia, fastidio.. etc.

E’ ovvio che la psicosomatica crea il terreno fertile per la malattia ma le cause esterne sono spesso quelle che costruiscono il danno effettivo (in questo caso il fumo e anche l’inalazione di vernici e sostanze chimiche contenute nei colori e solventi). In altre parole, chi vive in modo sano, nonostante abbia predisposizione psicosomatica alla malattia, è possibile che non si ammali o che abbia delle manifestazioni del malore molto lievi.

La volontà di darsi al fumo, ad esempio, è quasi sempre riconducibile ad un desiderio di prendersi i propri “spazi d’aria”, di staccare, di uscire a fumare, di appartarsi per un po’ in santa pace o, semplicemente, soprattutto per chi inizia in giovane età, di trasgredire a delle regole (che soffocano) spesso imposte dai genitori o dall’ambiente dove si vive.

E’ altresì comprensibile, infatti, come possa facilmente accadere che, chi smette di fumare, molto spesso tenda a prendere un po’ di peso o proprio ad ingrassare vistosamente. L’allargarsi, infatti, o l’ “ingrandirsi”, che si ottiene come effetto dell’ingrassamento, in psicosomatica spesso denotano una volontà di farsi spazio intorno a sé, facile conseguenza di chi di percepisce ingabbiato e costretto.

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