nacci

Le persone sono così abituate a delegare la loro vita ad altri che, anche in vista di una malattia, tendono ad evitare di informarsi in prima persona, preferendo lasciare tutto in mano a qualcuno che, anche se medico, di fatto spesso può non essere competente o informato a sufficienza. Ma, anche lo fosse, va sempre detto che i protocolli medico sanitari vanno rispettati e dunque, di fatto, le cure alternative non possono essere consigliate dagli stessi oncologi del servizio pubblico.

Il motivo per cui le cure alternative non vengono ufficializzate è, a quanto dicono, che non sono sicure e non hanno dato risultati significativi. Pochi sanno che la chemioterapia ha una percentuale di successo (guarigione) del 1,5% circa (dipende dalle statistiche) e che è ancora in fase sperimentale (da più di cinquant’anni). Per non parlare del giro economico che crea la sanità a favore di chi produce queste terapie.

VEDI A FONDO PAGINA LE LETTURE CONSIGLIATE
IN TEMA DI CURE ALTERNATIVE PER IL CANCRO

Il dottor Nacci, di cui abbiamo già parlato in questo articolo, durante l’intervento “Chemioterapia : le statistiche ufficiali di guarigione e di sopravvivenza” Trieste, 21 aprile 2009 tratta dal suo libro “Diventa Medico di Te Stesso” – Ed. Italo Svevo, afferma quanto segue:

(Cito dall’articolo su Mednat.org : CHEMIOTERAPIA, STATISTICHE UFFICIALI)

Qualsiasi forma di chemioterapia causa un grave danno alle condizioni fisiche di coloro che si espongono all’azione di questi ”farmaci cito-tossici” che entrano nel circolo sanguigno tramite iniezione e/o fleboclisi endovenosa (oppure per assorbimento indiretto dallo stomaco o dalla mucosa intestinale). Questo tipo di trattamento è quindi diverso dalla Chirurgia o dalla Radio-Terapia, che concentrano invece i loro effetti su punti o aree specifici del corpo umano (terapie “mirate”).
Negli ospedali si fa ricorso alla Chemioterapia quando c’è la possibilità che le cellule tumorali possano essere presenti in altre zone dell’organismo oltre alla sede del tumore primario. Ma raramente la Chemioterapia garantisce un periodo di sopravvivenza di almeno 5 anni,  indicato impropriamente come “periodo di cura”. La Chemioterapia, in genere, arresta temporaneamente l’anomala crescita cellulare, oppure può alleviare il dolore per qualche tempo,  o allungare di poco il tempo di sopravvivenza.

Raramente si può parlare di” remissione”: ad esempio, nel 1986, sul British Medical Journal, Kearsley prendeva in considerazione il cancro in fase avanzato del polmone, dell’intestino, della mammella, della prostata, della testa e del collo, della vescica, quello endometriale e infine quello pancreatico, dimostrando già allora il sostanziale fallimento di questo approccio terapeutico, essendo la Chemioterapia curativa solo nel 6% dei casi su oltre 785.000 casi studiati, e nel 13% di tutti i casi di cancri (356.250) considerati “curabili.
[Kearsley J.H.: Cytotoxic chemotherapy for common adult malignancies: “the emperor’s new clothes” revisited,  British Medical Journal, Vol. 293, 1986, pp.: 871-876  VEDI ALLEGATO].

Esistono circa 60-70 farmaci citotossici in commercio in tutto il mondo.
Alcuni di questi causano meno problemi di altri come:  insonnia,  spossatezza,  diarrea,  alopecia,  stomatite,  leucopenia, piastrinopenia,  anemia,  nausea,  vomito…
Questi sono gli effetti collaterali immediati e conosciuti perchè visibilmente riscontrabili.
Ciò di cui raramente si parla sono gli effetti più gravi e più duraturi,  le cui conseguenze deteriorano profondamente la vita del paziente e il decorso stesso della sua malattia,  rendendo inutili persino le terapie basate sull’immuno-stimolazione dei linfociti Natural Killer, sull’attività apoptosica e detossificante di estratti di piante mediche.

Questi danni profondi e irreversibili,  di cui raramente si discute,  sono i seguenti:
1)      grave riduzione, stabile e duratura, del numero di particolari tipi e sottotipi di globuli bianchi,  indispensabili alla risposta immunitaria specifica contro il tumore.
2)  mutazioni cellulari di tipo somatico,  con comparsa di altri tumori secondari e/o metastasi
3)  mutazioni cellulari di tipo germinale (testicoli oppure ovaie),  con comparsa di sterilità, aborti o di bimbi malformati in quei casi di genitore sopravvissuto alla Chemioterapia e al Cancro.
4) accelerazione della crescita del tumore,  anzichè una sua riduzione,  con comparsa di resistenza crociata del tumore ad altri veleni  (pompa glicoproteica di membrana).

La Chemioterapia è quindi controindicata in maniera assoluta in qualsiasi forma di associazione alla Immuno-Terapia. La Chemioterapia è infatti gravemente depletoria soprattutto nei confronti dei linfociti, di cui è stata riconosciuta la buona capacità di identificazione e di distruzione di masse tumorali mediante Immuno-Terapia specifica anti-neoplastica.
Si può infatti affermare che saranno solo e soltanto le difese immunitarie del paziente stesso a risolvere la patologia neoplastica, portandolo così ad una completa guarigione dal Cancro.

La Chirurgia e la Radioterapia devono essere considerate soltanto come tecniche o metodiche d’appoggio capaci di eliminare una certa quota della massa tumorale primitiva e delle sue metastasi, fermo restando che nessuna di queste due componenti deve essere considerata causa di guarigione finale del paziente dal tumore: l’eventuale ed effettiva guarigione del paziente dal proprio tumore dipenderà solo e soltanto dalla capacità delle difese immunitarie (Immunoterapia) di riconoscere e distruggere in maniera selettiva e radicale il tumore stesso.
L’Immunoterapia nega pertanto alla Chemioterapia qualsiasi valenza curativa e di guarigione nei confronti del tumore. […]

Si può pertanto affermare che è stato già dimostrato in letteratura medica il fallimento sostanziale della Chemioterapia per quasi tutte le forme tumorali: la Chemioterapia riduce la massa tumorale, sia pure al gravissimo prezzo di arrecare danni estesi a tutti gli organi e ai tessuti del paziente, determinando: – insufficienza midollare (con la conseguenza di infezioni e di caduta di difesa immunitaria contro il tumore stesso); – insufficienza epatica e renale; – possibile evoluzione in fibrosi polmonare con insufficienza respiratoria; – danni cardiaci e ai vasi ematici; – leucemie e cancri secondari in percentuale variabile.

In ogni caso, la ripresa neoplastica avviene quasi sempre, spesso caratterizzata da resistenza crociata delle cellule tumorali ad altri farmaci chemio-terapici, in cicli di Chemioterapia successiva di seconda o terza linea, fino ad essere definita alla fine, in termini del tutto inappropriati, “Chemioterapia di salvataggio“: in realtà una Chemioterapia finale e distruttiva, eseguita con farmaci chemioterapici di vario tipo, che non riescono mai a salvare il paziente, né tanto meno a condurlo a guarigione effettiva.”

Nel 1975, il prof. Hardin Jones, dell’Università della California, dimostra per la prima volta, in uno studio su ampia scala durato 23 anni, che per gli ammalati di Cancro che si sono rifiutati di sottoporsi a Chirurgia, Radio-Terapia, e Chemioterapia, (comunque con alimentazione libera,  senza diete particolari), la sopravvivenza media è di 3-4 volte più alta, rispetto a quelli che si sono sottoposti a trattamenti medici standard come Chirurgia, Radio-Terapia e Chemioterapia [Walter Last, “The Ecologist, vol. 28, No. 2, marzo/aprile 1998]. […]

Ancora, nel 1990, il prof. Ulrich Abel, dell’’Università di Heidelberg affermava:”…sebbene i farmaci chemioterapici portino ad una “risposta”, cioè ad una diminuzione di massa del tumore, questa riduzione non produce un prolungamento della sopravvivenza del paziente; anzi, il cancro ritorna più aggressivo di prima,  poiché la Chemio favorisce la crescita di ceppi tumorali resistenti. Inoltre la Chemio danneggia gravemente le difese dell’organismo,  tra cui il sistema immunitario,  spesso i reni e il fegato….”.  Secondo i dati presentati dal dott. Abel, i pazienti trattati con Chemioterapia hanno risultati significativamente minori, in termini di sopravvivenza,  rispetto a pazienti trattati con la medicina convenzionale,  raggruppati e confrontati per tipo e stadio di tumore.

Abel afferma:“…Un’analisi bilanciata e imparziale della letteratura medica mostra un indice di successi terapeutici quasi nullo nei trattamenti impiegati convenzionalmente per la cura delle forme avanzate dei tumori solidi” [Chemothrapy of advanced epithelial cancer: a critical survey.  HippokratesVerlag,  Stuttgart,  1990;  Healing Journal,  No.1-2,  Vol.7,  1990]; [U. Abel, Lancet, 10 agosto 1991].

Nel 1991, l’oncologo Albert Braverman scrive: “…nessun tipo di tumore solido che era considerato incurabile nel 1975 è curabile oggi.  Molti oncologi raccomandano la Chemioterapia per praticamente qualsiasi forma di tumore, con aspettative che il sistematico fallimento non scoraggia…”  [A. Braverman: Medical Oncology in the 90s, Lancet, 1991, vol. 337, pp. 901].

Nel 1996, così scriveva Edward G. Griffin su “World Without Cancer, dell’American Media Publication: ”….i nostri protocolli chemio più efficaci sono in realtà gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato le conseguenze, solo un’esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale…”.

Quando la Chemioterapia è utile.
La Chemioterapia è utile soltanto nel 1,5% (uno virgola cinque per cento) dei casi secondo una commissione OMS del 1980.
Secondo una rassegna di 1.500 pubblicazioni scientifiche effettuate dal prof. Jones dell’Università della California, tale percentuale di successo sale al 2%.
Molto più ottimista l’Istituto Gerson, che giunge a stimare una percentuale di successo (sopravvissuti a cinque anni dalla diagnosi) addirittura del 15%, con un fallimento sostanziale però dell’85% dei casi, fallimento che sale al 93% nel caso dei tumori dell’intestino, al 97% nel caso di tumore al fegato, al 99% di fallimento se tumore al pancreas (749, 750, 1360-1364) .
Ma secondo un recentissimo studio australiano pubblicato nel 2004
[Morgan G.: The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-year survival in adult malignancies, Clinical Oncol., 2004, 16, pp.: 549-560], che ha analizzato tutti gli studi clinici condotti in Australia e in America (USA), per ben 14 anni, cioè dal gennaio 1990 al gennaio 2004, è risultato invece che la Chemioterapia è efficace solo nel 2% dei casi. Questi risultati, usciti dallo spoglio di un campione immenso e più che rappresentativo di circa 227.800 casi di tumore, sono a dir poco catastrofici.   MORGAN.PDF

Infine, secondo un recente lavoro del 2004 (1340), che ha preso in considerazione oltre 42.000 pazienti, soltanto l’1,5% di loro erano ancora vive dopo 5 anni dall’inizio della Chemio  (Morgan G.: The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-year survival in adult malignancies, Clinical Oncol., 2004, 16, pp.: 549-560 MORGAN.PDF).

Nel 1987, 42 parlamentari del Congresso USA chiedono che si faccia chiarezza sulle terapie alternative che potrebbero essere usate per la cura del Cancro. Tra le altre cose, viene fatto notare che neanche la Chirurgia è approvata come trattamento per il Cancro,  poiché neanche uno studio con il tradizionale gruppo di controllo è stato mai effettuato per valutarne i risultati a lungo termine.  Neanche la Chemioterapia è approvata,  ma è solo in fase sperimentale e dura ormai da 50 anni.

[…]

Costo economico della Chemioterapia
Si ritiene che la Chemioterapia  costi allo Stato italiano DIVERSI miliardi di Euro l’anno.

Per leggere tutte le ricerche e le statistiche collegate ai vari tipi di tumore, visitare il link all’articolo originale.

Conclusione
Paul Wintre mostra una visione più cruda dei fatti e spiega così la dinamica del sistema: “E’ improbabile che qualche medico interrompa consapevolmente una terapia oncologica per proteggere i suoi affari o la sua carriera. Ma ogni medico ha le sue idee in merito al miglior trattamento, sulla base di quanto ha appreso.
Tuttavia, le Multinazionali Chemio-farmaceutiche hanno un’influenza estremamente marcata su quanto viene insegnato ai medici. I medici hanno troppo da fare per approfondire le statistiche sui trattamenti del cancro, e danno per scontato che ciò che viene loro insegnato all’Università, o ciò che viene dimostrato nelle pagine delle riviste di aggiornamento, sia il miglior trattamento possibile, poiché scientificamente dimostrato.
Né possono permettersi il sospetto che tali trattamenti rappresentino la cosa migliore solo per le Multinazionali Chemio-farmaceutiche, che esercitano la loro influenza sulle “istituzioni culturali mediche di livello elevato”, a loro appartenenti …”
(Winter, Paul: the cacell Home page, http://www.best.com/handpen/Cancell/cancell.htm ).

Così, sostenendo la tesi che la Chemioterapia NON è curativa e che realmente ha scarsa efficacia sulle forme più diffuse di cancro, il dott. Martin F. Shapiro affermava sul Los Angeles Times, il 9 gennaio 1991: “…mentre alcuni oncologi informano i loro pazienti sulla mancanza di prove che la terpia abbia efficacia, altri potrebbero essere stati sviati da documenti scientifici che esprimono ottimismo senza garanzie sulla Chemioterapia. Altri ancora sono sensibili agli incentivi economici. I medici possono guadagnare molto più denaro portando avanti pratiche di Chemioterapia di quanto possano apportando sollievo e conforto a pazienti in  fin di vita e alle loro famiglie”.

E il dott. Samuel Epstein, il 4 febbraio 1992, dichiara: “…esprimiamo la preoccupazione che il sistema generosamente fondato per la lotta contro il cancro, il National Cancer Institute (NCI), l’American Cancer Society (ACS) e circa altri venti centri per il trattamento del cancro, abbiano sviato e confuso il pubblico e il Congresso (degli Stati Uniti) attraverso ripetute dichiarazioni in base alle quali si starebbe per vincere la guerra al cancro…”.

 

Tratto da MedNat.org

 riga-antica

CURE ALTERNATIVE: TERAPIA METABOLICA

Guariti dal Cancro senza Chemio

In questo libro vengono riportati i casi clinici di 23 pazienti sottoposti dal dott. Nacci a “Terapia Metabolica”. La Terapia Metabolica è oggi rappresentata da molte varianti, ognuna delle quali porta il nome del medico che l’ha rappresentata.

€ 14

Sostanzialmente, però, si può parlare di terapie simil-gersoniane, in ricordo del medico tedesco Max Gerson, che per primo intuì l’estrema importanza di un ritorno della Medicina sui quei lontani valori classici del corretto utilizzo dell’alimentazione, non solo come presidio di prevenzione contro le malattie, ma anche come vero e proprio modello terapeutico per le grandi malattie cronico-degenerative del XX secolo, ripercorrendo così, dopo oltre 2.500 anni, i concetti e i pensieri che erano già stati enunciati dal grande medico greco Ippocrate di Kos, fondatore della medicina occidentale.

 riga-antica

CURE ALTERNATIVE: METODO GERSON

Guarire con il Metodo Gerson + DVD
Un testo indispensabile per conoscere e approfondire l’efficacia del Metodo Gerson nella cura del cancro e delle malattie croniche.
€ 19.5

L’unico che contiene il DVD Se solo avessimo saputo…, il film documentario che offre, grazie a interviste, testimonianze e approfondimenti, un quadro completo sul metodo di cura del cancro e delle malattie degenerative messo a punto dal Dr Max Gerson.

Grazie ai successi che si possono ottenere dalla sua applicazione, la terapia Gerson – basata principalmente su una dieta di succhi di verdure, ricette vegetariane e rimedi fitoterapici – è oggi conosciuta e applicata da medici e terapeuti, ospedali e cliniche in ogni parte del mondo.

Arricchito dalla presentazione di numerosi casi-testimonianza, il testo poggia su un’aggiornatissima bibliografia, che comprova la validità scientifica del Metodo e approfondisce temi di grande attualità come le interazioni di questa terapia con chemioterapia e radiazioni, il ruolo dello stress nella genesi e guarigione dal cancro, quello delle vaccinazioni, delle epatiti, di alcool e nicotina. – – – – – – – –

Contiene il Film in DVD
Se Solo Avessimo Saputo
I Grandi Risultati del Metodo Gerson
Un FILM documentario di Steve Kroschel

riga-antica

TERAPIE ALTERNATIVE: ALTRE LETTURE CONSIGLIATE

Guarire il Cancro
Terapie complementari a base di vitamine e farmaci naturali – Il ruolo degli antiossidanti – Rinforzare il sistema immunitario – Migliorare la qualità della vita – Centinaia di casi di guarigione. Per la prima volta in Italia il testo che presenta i sorprendenti risultati ottenuti dai trattamenti nutrizionali nella cura del cancro.
€ 14.5

In collaborazione con l’amico, collega e due volte premio Nobel Linus Pauling, Abram Hoffer espone in quest’opera i traguardi raggiunti dal programma terapeutico da lui stesso elaborato e che è stato già sperimentato con successo da centinaia di pazienti sofferenti di diversi tipi di cancro.
Le ricerche condotte mostrano come megadosi di vitamina C e altri nutrienti siano efficaci non solo per invertire la progressione della malattia, ma anche per migliorare notevolmente la qualità di vita del paziente, oltre che per ridurre i dannosi effetti collaterali legati ai trattamenti convenzionali – chemioterapia, radioterapia e trattamenti chirurgici – rispetto ai quali la terapia vitaminica può anche essere complementare.
L’esposizione delle analisi statistiche di Pauling e dei casi clinici di Hoffer forniscono un’efficace risposta alle critiche sollevate nei confronti di questa terapia alternativa e nuove possibilità di guarigione per i malati di cancro.
Arricchito da un capitolo che affronta le controversie scientifiche sollevate dal caso, l’analisi della cosiddetta industria del cancro, lo scetticismo medico, le ostilità di famigliari e personale sanitario nei confronti di questo tipo di trattamenti e le false informazioni divulgate a riguardo, Guarire il cancro rappresenta senza dubbio un contributo di grande rilievo nello studio della medicina naturale contro questa malattia.

riga-antica

La cura Integrata del Cancro
50 cose essenziali da sapere e da fare. Un libro che si basa sulle storie di più di 16.000 persone sopravvissute alla malattia. Una miniera di consigli e informazioni davvero utili.
€ 16

Nel 1984 a Greg Anderson, l’autore, viene diagnosticato un cancro ai polmoni di grado 4. Gli vengono dati solo 30 giorni di vita. Ma Anderson decide di non darsi per vinto e inizia a intervistare coloro che, nella sua situazione, sono sopravvissuti.
Basato su decenni di ricerche e sulle esperienze di più di 16.000 ex malati, questo libro offre un programma pratico e olistico che può aiutare a stare meglio chi sta lottando contro il cancro.
Sono cinquanta le indicazioni che l’autore dà (e a ciascuna dedica un capitoletto): raccogliere più informazioni possibili sulla diagnosi, scegliere consapevolmente il trattamento più adatto, crederci, prendere nota dei progressi, curare l’alimentazione, assumere integratori, coltivare la mente, capire il messaggio della malattia, analizzare i propri rapporti familiari e sociali, nutrire lo spirito facendo attività piacevoli, affidarsi anche alle medicine alternative.

riga-antica

Terapie non Convenzionali nella Cura del Cancro
L’efficacia dei trattamenti alternativi. Il metodo globale. Questo manuale insolito offre una panoramica delle terapie e dei preparati antitumorali alternativi, oggi disponibili. L’autore è medico ed oncologo.
€ 7.75

Il suo proposito è di venire incontro alle impellenti esigenze d’informazione degli interessati, i quali, nella loro condizione disperata, non vogliono lasciare nulla d’intentato per vincere la malattia.
Un manuale particolare, in quanto scritto da un competente studioso della medicina ufficiale, che descrive le terapie e i preparati antitumorali attualmente utilizzati, degli eventuali rischi e controindicazioni, in modo obiettivo e competente e corredati delle rispettive fonti d’acquisto, e delle indicazioni bibliografiche.
L’autore presenta la più ampia panoramica dei diversi metodi non convenzionali per la cura del cancro, senza esprimere valutazioni personali, sebbene non manchi di evidenziare gli aspetti pericolosi di taluni trattamenti. Inoltre, fa notare che per la maggior parte delle sostanze non si dispone di sufficienti studi scientifici sulla loro efficacia, ma che, in ogni caso, esistono molte testimonianze di successi ottenuti su diversi pazienti.

riga-antica

Di cancro si guarisce
Le insospettate risorse dell’essere umano. L’Autore è psicologo, psicoterapeuta, ex insegnante di psicoimmunologia all’ISEE di Bruxelles; la sua lunga esperienza professionale gli consente di spiegarci che la malattia non è un nemico, ma un messaggio, una comunicazione non verbale: il corpo “grida” un problema che il malato ignora o rifiuta di vedere.
€ 17

La malattia, soprattutto, riguarda l’essere nel suo insieme fisico e psichico e, quando si tratta di cancro, sono stati ottenuti ottimi risultati tenendo conto dell’aspetto psichico del paziente. Qui,
Renard fa la sintesi degli studi condotti in tal campo da Simonton, Hamer, Leshan e da molti altri, arricchendola con la sua esperienza terapeutica.
Propone un approccio complementare alle cure mediche, formato da tecniche psicologiche che consentono:
una comprensione diversa del cancro;
un’interpretazione nuova dei segni clinici;
un’attiva collaborazione del malato alla propria guarigione servendosi delle sue forze psichiche latenti.

riga-antica

Il Cancro è un Fungo
La rivoluzione nella cura dei tumori con l’uso del bicarbonato di sodio.
€ 28

Al presente, l’avanzamento di un tumore con moto rettilineo, uniforme ed implacabile, non è alterato minimamente dalle attuali terapie oncologiche. Pur con tutti i trucchi e le distorsioni della statistica, nei libri e trattati classici viene riportato un tasso di guarigioni dal cancro che oscilla intorno al 7%. Cioè, con le dovute correzioni, pressoché zero.
Tutto il resto è propaganda a favore dell’oncologia ortodossa.
In base alle considerazioni scientifiche esposte nel libro, che giunge alla dimostrazione che il cancro è prodotto da masse fungine (di tipo Candida) l’unico rimedio utile disponibile al presente per curare il male proviene dal bicarbonato di sodio.
Contrariamente agli antifungini, il bicarbonato di sodio è dotato di un’altissima diffusibilità ed è privo di complessità strutturali facilmente codificabili dai funghi.
La sostanza mantiene a lungo le proprie capacità di penetrazione dentro le masse, anche e soprattutto per la velocità con cui le disgrega, cosa che rende loro impossibile un minimo adattamento sufficiente a difendersi.
Il concetto base del sistema di cura del dottor Simoncini è quindi la somministrazione di soluzioni con un alto contenuto di bicarbonato di sodio (5%) direttamente sulle masse neoplastiche.
La ricerca di tecniche sempre più efficaci, che permettano di arrivare il più vicino possibile all’intimità dei tessuti, ha portato il dr. Simoncini all’arteriografia selettiva (la visualizzazione tramite strumentazione di arterie specifiche) e al posizionamento di port-a-cath arteriosi (vaschette di raccordo del catetere). Queste metodologie consentono di posizionare un cateterino direttamente nell’arteria che nutre la massa neoplastica, permettendo di somministrare alte dosi di bicarbonato di sodio nei recessi più profondi dell’organismo.
Una terapia con bicarbonato va impostata subito a grosse dosi, in maniera continua, a cicli e senza pause, in un’opera di distruzione delle colonie fungine che dovrebbe procedere dall’inizio alla fine senza interruzioni almeno per 7-8 giorni per un primo ciclo, tenendo presente che una massa di 2-3-4 centimetri comincia a regredire consistentemente dal 3° al 4° giorno, e crolla dal 4° al 5° (il limite massimo della dose per seduta si aggira intorno ai 500 cc).
Uso del bicarbonato in altre terapie mediche
C’è da sottolineare che le dosi indicate, proprio perché innocue, sono le stesse utilizzate senza problemi da oltre 30 anni in numerose altre situazioni morbose quali la:

* Chetoacidosi diabetica grave.
* Rianimazione cardiorespiratoria.
* Gravidanza.
* Emodialisi.
* Tossicosi farmacologica.
* Epatopatia.
* Interventi di chirurgia vascolare.

 

Testi riferiti ai libri tratti da Macrolibrarsi