di Diego De Nevi

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Ogni giorno la nostra mente è attraversata da circa 60’000 pensieri.

Supponendo che 10’000 abbiano un’utilità pratica reale (e mi sembra una stima molto alta), viene da chiedersi a cosa servano gli altri 50’000. Forse a risolvere i nostri problemi? Quelli che tutti i giorni ci assillano senza che sappiamo come liberarcene?

Stiamo parlando di una cifra importante. In un mese è facile calcolare che siamo sul milione e mezzo di pensieri. Ora, se il pensiero ha davvero l’utilità, la capacità risolutiva che comunemente gli attribuiamo, come è possibile che con una cifra così alta di pensieri non riusciamo a risolvere i nostri problemi e che le questioni irrisolte siano spesso le stesse?
Fra l’altro è’ anche stimato che il 95% dei pensieri siano quelli del giorno prima!

A noi, sostenitori del pensiero, non viene da riflettere di fronte a questi calcoli? Milioni di pensieri e nessun risultato apprezzabile? Direi che il nostro approccio appare inadeguato, se non addirittura fallimentare. Potrebbe sorgere il dubbio che la nostra attività mentale, più che risolvere i problemi, li crei e li sostenga. Sembra legittimo, no?

Immaginate un mondo in cui per essere felici occorra fare ogni giorno 50’000 cose… eh che fatica!!!

Ora paragonatelo con un altro in cui invece è proprio per essere tristi, preoccupati, stressati, che occorre fare uno sforzo da 50’000 cose al giorno.

In ultimo, provate a vedere in quale dei due mondi stiamo vivendo.